Alcuni dei massimi rappresentanti della politica internazionale e nove leader del continente africano, lunedì scorso, hanno preso parte alla conferenza sul partenariato con l’Africa, promossa a Berlino dalla presidenza tedesca del G20 in vista del vertice in programma ad Amburgo il 7 e 8 luglio prossimi.

Da sinistra: il Presidente dell'Egitto, Abdel Fattah el-Sissi, il Presidente dell'Unione africana e il Presidente della Guinea, Alpha Conde, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il Presidente della Tunisia, Beji Caid Essebsi, durante la conferenza 'G20 Africa Partnership - Investire in un futuro comune' a Berlino, Germania, lunedì 12 giugno 2017. AP Photo / Michael Sohn
Da sinistra: il Presidente dell'Egitto, Abdel Fattah el-Sissi, il Presidente dell'Unione africana e il Presidente della Guinea, Alpha Conde, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il Presidente della Tunisia, Beji Caid Essebsi, durante la conferenza 'G20 Africa Partnership - Investire in un futuro comune' a Berlino, Germania, lunedì 12 giugno 2017. AP Photo / Michael Sohn

Durante i colloqui è emerso quello che sarà uno dei fulcri dominanti del summit di luglio, ossia lo sviluppo dell’Africa. In quest’ottica si è parlato del cosiddetto “Piano Marshall con l’Africa” (non per l’Africa), con esplicito richiamo al programma di aiuti economici statunitensi per la ricostruzione dell’Europa, dopo la seconda guerra mondiale.


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Anche se in realtà, sarebbe più realistico parlare di un “Piano Merkel”, come ha fatto durante i lavori della conferenza il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, riferendosi al programma di investimenti voluto dalla leader tedesca per favorire la crescita del continente africano.

L’approccio del “Compact with Africa”

I capi di Stato africani hanno accolto favorevolmente l’iniziativa tedesca sviluppata a partire dall’ottobre scorso con un viaggio della Merkel in Mali, Niger ed Etiopia e concretizzata con il “Compact with Africa”, promosso dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble.

Il Patto con l’Africa, presentato nel corso del G20 fra i ministri finanziari e i governatori delle banche centrali, tenuto lo scorso marzo a Baden Baden, è finalizzato a migliorare le condizioni per gli investimenti sostenibili nel settore privato, potenziare le infrastrutture e favorire la lotta contro la disoccupazionein diversi Paesi africani.

Cinque dei quali – Tunisia, Marocco, Ruanda, Senegal e Costa d’Avorio – erano presenti con le loro delegazioni a Baden-Baden, dove si sono impegnati a partecipare attivamente attuando le riforme necessarie per aumentare il loro potenziale di investimento, mentre i partner internazionali dovranno fornire competenze tecniche e sostenerelo sviluppo nella regione.

Secondo la Banca africana di sviluppo (AfDB), principale partner finanziario continentale per l’attuazione del piano, l’ostacolo primario è quello di diversificare le fonti di finanziamento per l’Africa.

L’istituzione non-profit conosce bene le difficoltà nel mobilitare le risorse finanziarie attraverso i partner tradizionali e per questo intende differenziali e cercare risorse esterne.

Non a caso, l’AfDB il mese scorso ha deciso di tenere la sua riunione annuale ad Ahmedabad, in India, diventata da tempo uno dei suoi partner prioritari. Mentre l’anno prossimo, sarà la Corea del Sud, altro partner chiave dell’Istituto finanziario panafricano, che a Busan ospiterà il 53esimo meeting annuale della Banca. 

Nell’ambito del piano di collaborazione fattiva con la Germania per la realizzazione del Patto con l’Africa, l’AfDB ha pubblicato una relazione prodotta in collaborazione con la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, nella quale vengono indicati una serie di strumenti e misure da adottare per migliorare il quadro macroeconomico e le strategie di finanziamento per stimolare gli investimenti nel continente.

Lo studio rileva che le fasi economiche sperimentate negli ultimi due anni sembrano aver rallentato il trend di crescita dell’Africa, che però conserva il potenziale per migliorare ancora più rapidamente e in maniera più inclusiva grazie a uno spirito imprenditoriale marcato e risorse abbondanti.

La Germania stanzia 300 milioni di euro per l’occupazione in Africa

Il Patto con l’Africa è affiancato da un altro strumento elaborato dal ministro tedesco per la Cooperazione economica e lo sviluppo Gerd Müller: un piano di aiuti di 300 milioni di euro per programmi di formazione professionale e occupazione, destinati per ora a Tunisia, Ghana e Costa d’Avorio.

I tre Stati africani si sono impegnati a rispettare i diritti umani, combattere la corruzione e garantire lo stato di diritto, creando così un clima economico più favorevole. Mentre Marocco, Ruanda, Senegal ed Etiopia potrebbero essere aggiunti a breve tra i Paesi beneficiari.

Nel vertice di Berlino di lunedì, la Merkel ha spiegato le ragioni per un tale investimento sottolineando che «non si tratta di un banale aiuto economico a Paesi in via di sviluppo». Secondo la cancelliera tedesca, un lavoro sinergico che coinvolga quanti più paesi possibili per migliorare le condizioni in Africa equivale a «creare più sicurezza anche per noi».

In questo senso, la Merkel ha messo in dubbio l’efficienza degli aiuti allo sviluppo stanziati fino adesso e ha concretizzato la sua strategia mirata a favorire investimenti nei Paesi africani, attraverso la mobilitazione dei Paesi sviluppati e del settore privato. Un binomio che dovrebbe sviluppare la creazione di nuovi posti di lavoro in Africa, per stoppare in questo modo alla radice il fenomeno migratorio.

 @afrofocus

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