Un venditore con delle curiosità africane. Grand Bassam, Ivory Coast. Photo Credit: Legnan Koula/EPA
Un venditore con delle curiosità africane. Grand Bassam, Ivory Coast. Photo Credit: Legnan Koula/EPA

«L’industria del turismo registra una sorprendente crescita in tutta l’Africa, diventando sempre più importante per l’economa del continente, anche se potrebbe generare un impatto molto più positivo sul PIL dei Paesi africani».


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La considerazione è contenuta nell’ultimo rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD) emblematicamente intitolato “Il turismo per una crescita trasformativa e inclusiva”.

Lo studio analizza la straordinaria crescita del settore a partire dal 1995, rilevando che dal 2011 al 2014, il crescente afflusso di turisti e di valute pregiate ha contribuito in media all’8,5% del PIL del continente. Il dato è molto più rilevante per alcune piccole nazioni insulari, con percentuali che superano il 50%, soprattutto per le Seychelles dove il turismo ha inciso per il 61,5% sul PIL.

Le stime indicano pure che il contributo complessivo del settore al PIL dell’Africa toccherà quota 296 miliardi di dollari entro il 2026. Si tratta di una crescita enorme, se si considera che tra il 1995 ed il 1998 il dato era fermo a quota 30 miliardi di dollari.

Nonostante il drammatico aumento degli attentati terroristici, l’epidemia di ebola e la congiuntura economica poco favorevole, tra il 2011 e il 2014, il continente ha attirato 56 milioni di visitatori, contro i 24 che aveva richiamato tra il 1995 e il 1998. Mentre nei medesimi periodi, i ricavati dalle esportazioni turistiche sono più che triplicati da 14 miliardi di dollari a circa 47 miliardi.

Gli ingenti introiti determinati dall’afflusso turistico hanno contribuito anche alla creazione di nuovi posti di lavoro, in un settore che già impiega in maniera diretta e indiretta almeno 21 milioni le persone, oltre la metà dei quali ha meno di 25 anni. Ciò significa che 1 posto di lavoro ogni 14 è originato dal turismo. Inoltre, l’accelerazione del settore dovrebbe generare circa 29 milioni di posti di lavoro nel 2026.

Quanto sia rilevante la crescita turistica dell’Africa si evince anche dal rinnovato interesse che sta mostrando il settore alberghiero, mentre molto significativa e in linea con le tendenze globali è la percentuale delle donne che lavorano nel turismo africano: i dati indicano che rappresentano il 47% degli occupati nel settore alberghiero e della ristorazione.

La relazione evidenzia pure che il Mali è il Paese che ha riportato la più alta partecipazione femminile fra tutti i 172 Paesi esaminati nell’ultimo report dell’Organizzazione mondiale del turismo (UNTWO), con ben l’82% di donne che lavorano negli alberghi e ristoranti.

L’indagine evidenzia come sia proprio il turismo interno ad alimentare l’ascesa del settore nel continente, con due africani su dieci che scelgono di visitare il Nord Africa, mentre addirittura i 2/3 del turismo nell’area sub-sahariana è intra-regionale. Anche i visitatori internazionali sono in costante aumento e costituiscono un forte contributo alla crescita e allo sviluppo dell’Africa.

Tra i principali limiti da superare individuati nel rapporto, ci sono i fenomeni di instabilità politica e il divario tra i quattro grandi protagonisti del settore: Egitto, Kenya, Sudafrica ed Etiopia), che insieme coprono più del 90% del traffico aereo continentale.

Sono infatti ancora tanti i Paesi africani che non dispongono di compagnie aeree in grado di garantire una copertura di destinazioni sufficiente a favorire il progresso turistico nella regione. Una lacuna che deve essere superata al più presto per sbloccare un potenziale enorme.

Il rapporto ritiene inoltre che il turismo intra-regionale possa essere foriero di benefici sociali, sottolineando che una maggiore comprensione e valorizzazione delle culture, così come legami economici più stretti, promuovono la tolleranza tra le nazioni. Tutto ciò diminuisce le possibilità di innescare potenziali conflitti contribuendo, di conseguenza, alla pacificazione del continente.

Naturalmente, su tutto questo ottimismo grava la minaccia del terrorismo in varie zone dell’Africa, che negli ultimi anni ha ridotto il flusso turistico verso alcuni Paesi africani, soprattutto nel Nord Africa.

I Paesi maggiormente colpiti dal calo di presenze dei turisti occidentali dovuto al rischio di possibili attentati sono Egitto, Tunisia, Marocco.

Le questioni di sicurezza sono diventate un problema molto serio anche per il Mali e per le regioni costiere del Kenya. Senza contare, che 22 degli ultimi 45 Paesi per i quali il Dipartimento di Stato Usa ha emesso un travel warning sono africani.

Inoltre, nel continente sono attivi due tra i gruppi estremisti più letali del mondo: Boko Haram e al-Shabaab, che minacciano almeno 5 paesi africani ciascuno.

Va però ricordato che il continente ospita 54 paesi: 17 dei quali non hanno mai subito un attacco terroristico, mentre, dal 2013, più della metà dei Paesi africani continente non ha mai avuto una morte connessa al terrorismo. E altri sei paesi hanno registrato meno di dieci vittime causate da attentati.

Il turismo in Africa resta dunque fondamentale per la crescita inclusiva del continente e più che dalla minaccia del terrorismo, continuerà a essere penalizzato dalla carenza di infrastrutture e dalla difficoltà dei trasporti. 

@afrofocus

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