In Tunisia, si sta combattendo una battaglia parallela a quella per la stabilità e per la democrazia e contro il fanatismo religioso. Si tratta della battaglia per i diritti e l’uguaglianza delle donne. In prima fila, combatte l’Associazione Tunisina delle Donne  Democratiche, Association Tunisienne des Femmes Dèmocrates guidata da Monia Disma.

“ Possiamo senz’altro dire che il nostro lavoro sia diventato più facile una volta venuto meno il regime di polizia che governava prima. Come tutte le associazioni democratiche ed egualitarie, eravamo tenute d’occhio dalle autorità e spesso osteggiate” racconta Monia.

La donna tunisina gode forse della maggiore libertà ed emancipazione di tutto il mondo islamico, dovuta a un processo iniziato poco dopo l’indipendenza. Tuttavia, la partita non può dirsi conclusa..

“Le donne sono meno emancipate nelle campagne rispetto alla capitale e la giustizia, soprattutto nei casi di violenza domestica, favorisce l’uomo rispetto alla donna. Poche donne denunciano perché le autorità non sono disposte ad ascoltarle.”

Ciononostante, rimane molta fiducia nel futuro. “Ormai si è innescato un processo libertario che difficilmente potrà essere fermato. Certamente è perfettibile, ma sono sicura che porterà enormi vantaggi, soprattutto per le donne tunisine.”

@matteo_lat

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