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Tabacco: dalla consultazione pubblica messaggio a Bruxelles sulla riforma delle direttive

Si è conclusa il 15 agosto la consultazione pubblica della Commissione europea sulla revisione della Tobacco Products Directive (2014/40/UE), recepita in Italia dal D.lgs. 6/2016, e della Tobacco Advertisting Directive (2003/33/CE), recepita dal D.lgs. 300/2004, i principali strumenti legislativi che forniscono a livello europeo la cornice giuridica per la regolamentazione e la vendita dei prodotti del tabacco e della nicotina.

La consultazione ha visto una partecipazione massiccia da parte della società civile, di aziende della filiera ed organizzazioni di settore, di ONG e dell’accademia, con oltre 120mila contributi tra call for evidence e consultazione, di cui circa 10.000 dall’Italia: nella maggior parte dei casi, le consultazioni della Commissione non superano i 1000 contributi.

C’è da sorprendersi? Il settore del tabacco è un vero e proprio ecosistema nel mercato europeo che tra fase agricola, trasformazione manifatturiera e distribuzione genera l’1,3% del PIL europeo e occupa più di un milione di persone.

La revisione delle direttive di settore, dunque, rappresenta un momento delicato in cui il legislatore deve trovare il miglior equilibrio tra obiettivi di tutela della salute, legalità, competitività e tutela dell’occupazione, il tutto senza generare effetti controproducenti in quello che è un dossier dalle implicazioni molto complesse.

Negli ultimi anni, infatti, grazie anche ad un impianto regolatorio europeo dettagliato che ha fornito certezza e stabilità per il settore ed i consumatori, il mercato dei prodotti del tabacco e della nicotina è profondamente cambiato con una diminuzione delle vendite di sigarette e dei fumatori, come riportato anche dal rapporto di valutazione della Commissione, e una maggiore diffusione dei prodotti senza combustione quali i prodotti del tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche.

La preoccupazione principale che emerge dalla consultazione pubblica è che un’eventuale revisione della legislazione rischi di alterare un quadro regolatorio equilibrato che prevede una dettagliata distinzione basata sulle caratteristiche funzionali dei prodotti del tabacco e della nicotina quale la presenza o l’assenza di combustione.

Dalla consultazione emergono quindi una serie di punti che denotano la preoccupazione di molti stakeholder circa l’approccio mostrato da Bruxelles in particolare rispetto ai prodotti innovativi senza combustione, che possono rappresentare un’alternativa che presenta potenzialmente livelli di rischio differenti per i fumatori adulti che non smettono rispetto ai prodotti tradizionali, come le sigarette, che ancora rappresentano la parte prevalente del mercato dei prodotti del tabacco e della nicotina.

Sembra invece emergere da parte della Commissione europea la volontà di procedere verso una revisione delle Direttive che non consideri l’efficacia dell’impianto regolatorio esistente, integrato, come nel caso dell’Italia, da una disciplina dettagliata per tutte le categorie di prodotto, per andare verso un’equiparazione indiscriminata che potrebbe risultare a detrimento del prinicipio di differenziazione fissato nel 2014 dalla Direttiva.

Un altro punto delicato che emerge dalla consultazione è la preoccupazione relativa agli effetti su prevedibili espansioni dei mercati illeciti. È infatti indubbio come un brusco cambio di approccio regolatorio sia potenzialmente correlato a un’espansione del mercato illecito.

Le preoccupazioni emerse durante la consultazione pubblica hanno trovato riscontro anche nei pareri adottati dalle Istituzioni europee chiamate a pronunciarsi sulla revisione della Tobacco Excise Directive (TED), ulteriore pilastro legislativo di regolazione del settore attualmente in fase di revisione presso il Consiglio dell’Unione europea.

Nel febbraio 2026 il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha approvato un parere nel quale ha evidenziato la necessità di preservare una chiara differenziazione fiscale tra prodotti combusti e prodotti innovativi senza combustione, mettendo in guardia dai rischi connessi ad aumenti eccessivamente rapidi della tassazione, suscettibili di alimentare – come già visto – il commercio illecito e di penalizzare le filiere agricole e manifatturiere europee.

Nella stessa direzione si è espresso il Parlamento europeo che, con il parere adottato dalla Plenaria il 17 giugno, non solo ha respinto l’impostazione della Commissione in materia di aumento delle accise sui prodotti del tabacco e della nicotina, ma ha anche invitato formalmente l’Esecutivo europeo a ritirare integralmente la proposta.

La domanda, ora, è se la Commissione riuscirà a trasformare una mole così imponente di contributi in una proposta capace di tenere insieme esigenze diverse, lavorando in accordo con i legislatori europei ad un esito sostenibile, fondato sulle evidenze ed in grado di preservare la competitività europea.

Rocco Forcellino (Roma) analista presso Eastwest European Institute.

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