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L’Argentina ha legalizzato l’aborto: è svolta storica


L'approvazione in Argentina della legge pro-aborto è un successo per le donne del Paese e una spinta per la causa femminista in tutta l’America Latina, a partire dal Cile

Federico Nastasi Federico Nastasi
[SANTIAGO DEL CILE] Economista e consulente della Cepal (Commissione economica per l’America Latina).

L’approvazione in Argentina della legge pro-aborto è un successo per le donne del Paese e una spinta per la causa femminista in tutta l’America Latina, a partire dal Cile

Una manifestazione a favore della legalizzazione dell’aborto a Buenos Aires, Argentina, 30 dicembre 2020. REUTERS/Agustin Marcarian

Lo scorso 30 dicembre, dopo dodici ore di discussione parlamentare, il Senato argentino ha approvato a maggioranza – 38 a favore, 29 contrari, 4 astenuti – la legge che rende legale l’aborto, entro la quattordicesima settimana di gravidanza. L’Argentina entra così nella ristretta lista dei Paesi latino-americani (insieme a Uruguay, Cuba, Guyana francese, Puerto Rico e alcune regioni del Messico) che riconosce tale diritto, indipendentemente dalla causa della gravidanza. Insieme all’interruzione volontaria della gravidanza, è stata approvata la ‘legge dei mille giorni’, che assicura sostegno medico ed economico per tre anni alle madri che, in situazioni di vulnerabilità economica, decidono di portare avanti la gravidanza.

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