Biden firma il ritorno negli accordi di Parigi


Il neopresidente Biden ha già firmato il rientro negli accordi di Parigi sul clima, impegnandosi a ripristinare quell'approccio multilaterale tanto odiato da Donald

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Il neopresidente Biden ha già firmato il rientro negli accordi di Parigi sul clima, impegnandosi a ripristinare quell’approccio multilaterale tanto odiato da Donald

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden firma un ordine esecutivo alla Casa Bianca a Washington, Usa, 21 gennaio 2021. REUTERS/Jonathan Ernst

Tra le prime decisioni prese da Joe Biden, che mercoledì scorso è diventato ufficialmente il nuovo Presidente degli Stati Uniti, c’è il rientro nell’accordo di Parigi sul clima. Il trattato, sottoscritto da 196 Paesi nel 2015, prevede l’impegno per la riduzione delle emissioni inquinanti e per contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi Celsius. Ma nel 2017 Donald Trump ne aveva annunciato l’uscita dell’America, definendo l’accordo dannoso per l’economia.

Biden vede la questione in maniera molto diversa. Il reintegro degli Stati Uniti nel trattato non può essere ridotto a un semplice gesto simbolico (per quanto questo aspetto sia presente, e la volontà di far percepire fin da subito la distanza dall’amministrazione Trump esista). Il provvedimento del neopresidente è denso di implicazioni sia per l’azione globale contro il riscaldamento globale, sia per la politica estera americana.

Ritorno al multilateralismo

Dal punto di vista simbolico, il rientro nell’accordo di Parigi equivale a dire al resto del mondo – innanzitutto ai Paesi alleati – che l’America è tornata ed è pronta a rimettersi alla guida della comunità internazionale, ripristinando quell’approccio multilaterale inviso a Trump. Più che negoziare con più parti dentro grandi accordi, l’ex Presidente ha infatti preferito condurre le trattative in maniera bilaterale, mettendo l’interesse americano davanti a tutto il resto.

Quello di Biden non è però amore per la diplomazia fine a sé stesso. Il sistema multilaterale è un prodotto degli Stati Uniti e uno strumento di potere: sono stati innanzitutto loro a crearlo, dando forma a un ordine globale che ha contribuito al mantenimento della loro posizione dominante. Si tratta infatti di un ordine che serve – ma non sempre ha funzionato – a garantire maggiore stabilità internazionale e che permette a Washington di tenere sotto controllo i potenziali rivali e di promuovere il libero mercato e la democrazia, in modo da accrescere il bacino di nazioni affini nel mondo.

L’azione per il clima

Il rientro nell’accordo di Parigi non ha sorpreso nessuno: Biden aveva già promesso che lo avrebbe fatto nel suo primo giorno di mandato. È stata comunque una mossa accolta con grande favore dalla comunità internazionale e dalle organizzazioni ambientaliste. Per due motivi.

Il primo è che gli Stati Uniti sono i secondi maggiori emettitori di gas serra al mondo e il loro contributo al taglio delle emissioni è fondamentale per il successo dell’accordo di Parigi.

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