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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Accordo Libia-Turchia: è caos diplomatico

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La Grecia espelle l’ambasciatore di Tripoli. Il nuovo Alto Rappresentante per la politica estera Borrell: “Serve posizione comune dell’Europa”

L’accordo tra Libia e Turchia sui confini marittimi scatena l’ira di Grecia, Cipro ed Egitto, preoccupa l’Unione Europea e pone l’Italia in una posizione diplomaticamente difficile. Il patto bilaterale siglato tra Tripoli e Ankara concede alla Turchia la possibilità di estrazione di gas e petrolio in un’area strategica per più nazioni del Mediterraneo orientale e, per giunta, con l’agreement sottoscritto nei giorni scorsi, il Presidente Recep Tayyip Erdogan acquisisce una posizione decisionale sui gasdotti che attraverseranno quei tratti di mare. Facile immaginare le future ripercussioni a livello diplomatico, mentre si sono già concretizzate quelle attuali.

Il primo atto arriva dalla Grecia: l’ambasciatore di Tripoli ad Atene è stato espulso, in quella definita dal Ministro degli Esteri ellenico “un’aperta violazione del diritto di navigazione e dei diritti sovrani di Grecia e di altri Paesi”. L’Italia si è mossa tramite il titolare della Farnesina Luigi Di Maio, il quale ha affermato che per Roma “quegli accordi non sono legittimi: due Stati come la Turchia e il Governo libico che decidono quali siano i limiti delle acque territoriali è un fatto inaccettabile”.

Josep Borrell, Alto Rappresentante per la politica estera della Commissione von Der Leyen, ha detto di aspettarsi “una posizione comune dopo l’analisi del memorandum d’intesa. La mia priorità principale è l’unità. Non possiamo pensare di essere un attore globale, se non abbiamo posizioni comuni”.

Dalla Turchia fanno sapere che l’accordo è un messaggio politico che sottolinea l’impossibilità di marginalizzare Ankara nel Mediterraneo orientale e che nulla può essere deciso in quella regione senza la partecipazione turca. Il protocollo d’intesa firmato da Erdogan e Fayez Al-Serraj è anche di carattere militare: la Turchia aiuterà Tripoli a difendersi dal Governo della Cirenaica di Khalifa Haftar.

La Turchia ha fatto parlare di sé nei mesi scorsi in seguito alle esplorazioni delle sue navi, e alle trivellazioni, nelle acque al largo di Cipro. La mossa di Erdogan scatenò, anche in quel frangente, la reazione di Grecia, Cipro, Egitto e Unione Europea.

@melonimatteo

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