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Cesare Romiti, il manager che sapeva guardare oltre


Addio a Cesare Romiti, il maggiore rappresentante dei poteri forti e del capitalismo italiano. Instaurò un nuovo stile nell'industria e risollevò la Fiat. Ma sull'euro sbagliò

Nel giorno in cui Mario Draghi pronuncia al Meeting dell’Amicizia tra i popoli di Comunione e Liberazione una sorta di discorso di investitura dedicato al futuro dei giovani, lascia questa terra Cesare Romiti, il simbolo dei poteri forti e del salotto buono del capitalismo italiano.

Lo impose infatti lo “gnomo” di Mediobanca Enrico Cuccia nel 1980 alla famiglia Agnelli, per salvare il salvabile di una Fiat che andava a rotoli, inaugurando una nuova stagione basata sulla leva finanziaria in appoggio all’economia industriale. C’è qualcosa che lega questi due protagonisti dell’economia? Forse la visione. Come tutti i grandi economisti, non si limitano a osservare il presente, ma guardano al futuro.

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