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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Afghanistan, bombe Usa sui Talebani: ma non era pace?

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L’operazione è avvenuta a poche ore dalla telefonata tra Trump e il Mullah Baradar, il primo contatto diretto tra un Presidente Usa e un dirigente dei Talebani dal 2001

Il Presidente dell'Afghanistan Ashraf Ghani accanto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il Presidente dell’Afghanistan Ashraf Ghani rilascia commenti al personale militare degli Stati Uniti accanto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante una visita a sorpresa alla base aerea di Bagram in Afghanistan, 28 novembre 2019. REUTERS/Tom Brenner

È di nuovo guerra tra gli Stati Uniti e i Talebani? Neanche il tempo di apprezzare l’accordo di pace, siglato a Doha nei giorni scorsi, che nella giornata di ieri il portavoce delle forze militari Usa in Afghanistan fa sapere di un raid aereo sui combattenti, nella provincia di Helmand. “La leadership talebana ha promesso alla comunità internazionale che avrebbe ridotto la violenza. Chiediamo ai Talebani di fermare attacchi inutili e di rispettare gli impegni presi. Come dimostrato, difenderemo i nostri partner se necessario”, ha scritto in un Tweet il Colonnello Sonny Leggett.

Eppure, il 3 marzo Donald Trump ha avuto una conversazione telefonica con un alto esponente dei Talebani, il Mullah Abdul Ghani Baradar. Secondo indiscrezioni di stampa, la telefonata — il primo contatto diretto tra un Capo di Stato statunitense e un dirigente dei Talebani dal 2001 — sarebbe stata cordiale, con il Presidente repubblicano che avrebbe espresso comprensione per la lotta del gruppo, fino a pochi giorni fa definito “del terrore”: “Siete un popolo forte, avete una grande nazione, capisco che state combattendo per la vostra terra. Siamo stati lì per 19 anni, un periodo lungo, è tempo per il ritiro delle forze straniere dall’Afghanistan, nell’interesse di tutti”.

Dalla Casa Bianca è arrivata la conferma della telefonata, ma senza particolari dettagli. Trump, parlando alla stampa, ha definito erroneamente Baradar come “il leader dei Talebani”, e affermato di aver avuto con lui una “buona conversazione”, nella quale è stato concordato che non ci siano più violenze. “Vedremo che succede”, ha aggiunto il Presidente. Di lì a poche ore sono ripresi gli scontri, con l’aviazione statunitense intenta a bombardare i Talebani a Nahr-e Saraj.

Leggett ha poi specificato che gli Stati Uniti “sono impegnati al raggiungimento della pace”, ma che hanno la responsabilità di difendere le forze di sicurezza afghane, contro le quali ci sarebbero stati i nuovi attacchi dei Talebani. “I Talebani” — ha scritto Leggett — “sembrano intenzionati a sperperare questa opportunità, ignorando il desiderio di pace della popolazione”.

@melonimatteo

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