EN

eastwest challenge banner leaderboard

LA NOTIZIA DEL GIORNO

Afghanistan: partono i negoziati con i Talebani

Indietro

Afghanistan: oggi parte il “dialogo intra-afghano” tra il Governo e i Talebani, dopo 19 anni di guerra. Ma la fretta di Trump incontra una situazione complicata a Kabul

I Talebani consegnano le armi e si uniscono al programma di riconciliazione e reinserimento del Governo afghano a Jalalabad, Afghanistan, 25 giugno 2020. REUTERS/Parwiz

Oggi a Doha, la capitale del Qatar, avranno inizio i negoziati tra il Governo dell’Afghanistan e i Talebani per la pacificazione e la stabilizzazione del Paese, dopo diciannove anni di guerra.

Che il cosiddetto “dialogo intra-afghano” riesca nel suo intento, però, è tutt’altro che scontato: oggi come mesi fa, la distanza tra le due parti è tanta e i livelli di violenza sono molto alti. Solo mercoledì scorso il vice Presidente Amrullah Saleh – noto oppositore dei terroristi – è sopravvissuto a un attentato a Kabul, che ha causato però la morte di dieci civili. I talebani hanno negato ogni responsabilità.

Per favorire l’apertura dei negoziati dopo mesi di rinvii – il dialogo sarebbe dovuto partire a marzo –, il Governo afghano ha recentemente liberato cinquemila detenuti talebani. Lo scarceramento dei prigionieri è uno dei punti dell’accordo di pace firmato lo scorso febbraio tra gli Stati Uniti e i Talebani, senza però il coinvolgimento delle autorità di Kabul. Lo stesso accordo prevede che l’America ritiri le proprie truppe dall’Afghanistan; in cambio, i fondamentalisti si impegnano a mettere fine alle violenze e a non trasformare nuovamente il Paese in una base per il terrorismo.

La fretta del Presidente americano Donald Trump – che vuole concludere la guerra più lunga mai combattuta dagli Stati Uniti, anche per ragioni elettorali – mal si concilia con la delicatezza della situazione afghana. Esiste infatti la possibilità che i Talebani non rispettino l’accordo con Washington e che si approfittino del disimpegno americano per rovesciare il Governo e assumere il controllo del Paese.

Il ruolo degli Stati Uniti, come detto dallo stesso Trump, è stato fondamentale nel far sedere Governo e Talebani allo stesso tavolo. Fargli raggiungere un accordo, come scritto dal New York Times, sarà però più complicato.

Le due parti sono ideologicamente distanti: sul peso politico della religione, sulla formula per la condivisione del potere o sui diritti delle donne, ad esempio. Non sarà semplice, poi, convincere i guerriglieri a rinunciare alla violenza, la loro principale leva negoziale.

Soltanto nei primi dieci giorni di settembre in Afghanistan sono già stati uccisi almeno 63 civili e 79 membri delle forze governative. La violenza non è un’esclusiva dei Talebani, ma gli è utile per mettere pressione sul Governo e cercare di strappare condizioni favorevoli. Kabul si ritrova a fare i conti anche con l’insistenza dell’amministrazione Trump, che vuole che i negoziati di pace abbiano successo, in modo da poter giustificare il ritiro dal Paese.

@marcodellaguzzo

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA