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RETROSCENA

Africa orientale: la stagione delle piogge fa dimenticare il Covid

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In Africa orientale la stagione delle piogge sta causando in poche ore più vittime di quelle fatte dal coronavirus in due mesi. Dopo alluvioni e fame si aspetta l’arrivo dell’estate per un po’ di serenità

 

La stagione delle piogge in Africa orientale sta facendo dimenticare in fretta il Covid-19. Nell’ultima settimana le precipitazioni sono fortemente aumentate e hanno causato in poche ore più vittime di quelle fatte dal virus in due mesi. Il Kenya ha registrato 200 vittime in sette giorni, 65 il Rwanda (che aveva 0 morti Covid) e altre decine la Somalia. Interi villaggi sono stati spazzati via dalla forza dell’acqua che quest’anno ha raggiunto proporzioni mai registrate.

Il livello del lago Vittoria, il maggior bacino d’acqua del continente, da cui traggono sostentamento milioni di persone, si sta innalzando a vista d’occhio. Yoweri Museveni si è recato personalmente sulle rive del lago dichiarando che siamo vicini al record di altezza del 1964. I molti accampati intorno al grande bacino verranno evacuati presto. Due ospedali da campo presenti sono già stati spostati qualche chilometro verso l’interno mentre l’ambulatorio di Kilembe seppur costruito su una zona rialzata è stato già parzialmente inondato.

Il Nilo, che nasce dal lago, sta aumentando sensibilmente la sua portata e venerdì ha distrutto un campo di riso di 8,000 acri che dava sostentamento all’intera provincia di Entebbe.

L’anno scorso le piogge avevano ucciso 250 persone e causato problemi a circa 3 milioni. Quest’anno probabilmente la cifra crescerà. Il Governo di Nairobi sta provando a liberare le aree a maggior rischio ma la mancanza di risorse e la difficoltà ad accedere con mezzi motorizzati ad alcune parti del Paese sta interferendo con i piani di salvataggio.

In Rwanda, nella provincia nord, i torrenti che scendono dalle montagne Virunga hanno spazzato via due villaggi. Alcune famiglie erano riuscite a mettersi in salvo, altri non hanno fatto in tempo e sono morti sepolti nelle loro case. Nella zona di Musanze sono stati portati via dalla forza dell’acqua 5 ponti, 91 case e diversi allevamenti, comunica il Governo di Kigali.

Intere regioni di Kenya e Uganda sono rimaste senza elettricità perché le turbine sono state spazzate via dalla forza dell’acqua. Molti sono scappati e sono stati ammassati in campi con infrastrutture provvisorie. Mantenere il distanziamento sociale in queste condizioni è pressoché impossibile.

La stagione delle piogge solitamente finisce a metà maggio ma il riscaldamento globale ha prodotto sensibili cambiamenti nell’ecosistema anche qui. Prevedere quando le piogge finiranno è pressoché impossibile. L’anno scorso a fine giugno nella regione si registravano ancora forti precipitazioni.

Nelle ultime settimane l’impossibilità di lavorare dovuta al virus aveva riportato la fame in parti del continente in cui non si soffriva da anni. Adesso gli alluvioni stanno spazzando via le infrastrutture idriche, le cisterne e i pozzi che approvvigionavano le famiglie di acqua potabile.

Nelle prossime due settimane la situazione dovrebbe migliorare anche se fare una previsione resta un’impresa ardua. Sta di fatto che dopo due mesi di Covid, fame e alluvioni, in Africa orientale si attende con speranza l’arrivo dell’estate per ritrovare finalmente un po’ di serenità.

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