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Agorà Talks presenta: “Stanno tornando”, di Giulia Cerino


Nuovo imperdibile appuntamento all'Edicola Eastwest. Sabato 19 marzo Giulia Cerino ha presentato il suo libro "Stanno tornando. I foreign fighters jihadisti raccontati dalle loro madri"

Sabato 19 marzo, alle ore 11.00, Edicola Eastwest ha presentato nella sua Agorà il libro Stanno tornando. I foreign fighters jihadisti raccontati dalle loro madri (Derive e Approdi) in presenza dell'autrice Giulia Cerino.

Tra i partecipanti Nicola Latorre, docente di politica estera e difesa presso la LUISS e senatore, Azzurra Meringolo, giornalista Radio Rai appena rientrata dall'Ucraina, e la sociologa Elettra Santori.

Chi sono i foreign fighters e da quale realtà provengono? Attraverso i racconti delle madri di alcuni combattenti, Giulia Cerino ripercorre le origini, la storia di alcuni di essi e le ragioni - troppo spesso ignorate – che li hanno indotti a radicalizzarsi e partire. Ma soprattutto l'autrice pone un interrogativo: come è stato gestito dalle istituzioni il rientro in patria di alcuni di loro?

"Ho scelto di raccontare le madri e ho scelto di sposare il loro punto di vista. Un punto di vista di genitori consapevoli della grave colpa dei propri figli. Tra il 2011 e il 2015 abbiamo visto tanti foreign fighters europei con il passaporto europeo, nostri concittadini, partiti da un momento all'altro. Un elemento in comune a questi ragazzi è il fatto di essersi radicalizzati in patria, nelle nostre città, nei nostri quartieri, all'interno della nostra società. Il loro figlio poteva essere il nostro e il problema è di tutti noi rispetto alla gestione di un fenomeno".

Perché manca una narrativa forte che possa bilanciare quella dei fondamentalisti islamici e che li riporti a credere nei valori occidentali? "Di fatto la radicalizzazione di questi giovani è causata anche da una crisi dei valori occidentali".

Quando questi giovani sono tornati, consapevoli e pentiti, pretendendo di avere un giusto processo per essere reinseriti, si è scoperto che in Europa non c'è una definizione unanime di foreign fighters. Ogni stato ha una sua politica: c'è chi punta sulla criminalizzazione e chi, come in Danimarca per esempio, prova a reintegrarli.

"Ma come queste madri si accorgono di avere in casa dei terroristi? Cosa ha reso possibile questa radicalizzazione nei cortili di casa?”, domanda la Meringolo a Elettra Santori. "Al di fuori dell'Occidente, in Palestina per esempio, il martirio è un riconoscimento sociale. In Occidente sono i ragazzi non integrati nel sistema capitalistico. Il tipo di integrazione che cercano ce la raccontano i rapper. Per ottenere il lusso, i giovani entrano nel microcircuito della criminalità, spacciano e rubano; smerciano articoli contrabbandati per poi finire in carcere dove incontrano i radicalizzatori e ne escono come non erano entrati, trovando poi la piattaforma ideologica giusta che possa galvanizzarli e coronare il loro sogno narcisistico".

"Cosa ha fatto l'Italia per scongiurare il ritorno di questo tipo di fenomeni?", chiede la Meringolo al professor Nicola Latorre, senatore a capo della Commissione Difesa. "Il progetto di legge di de-radicalizzazione è stato presentato ed è già all'ordine del giorno. È uno strumento che cerca di intervenire nei luoghi, per esempio nelle carceri, dove avviene il fenomeno della radicalizzazione. Persiste un problema: l'assenza di omogeneità tra i paesi europei per affrontare una tale situazione.

Numerosi gli interventi di un pubblico molto interessato: tra questi Giovanni Russo, Procuratore Nazionale Aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che ha desiderato informare il pubblico del progetto intrapreso con l'Università di Bari e coadiuvato da agenzie di sicurezza internazionali, mirato a individuare i segnali premonitori dei fenomeni di radicalizzazione analizzando le attività che avvengono in carcere e a creare  una piattaforma di tutte le sentenze e gli atti giudiziari europei per comprendere i comportamenti degli individui sospetti. "Ultima considerazione – conclude Russo: si tratta di una platea - questa dei foreign fighters - destinata ad accrescersi in maniera significativa".

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