EN

eastwest challenge banner leaderboard

ITALIA CHIAMA EUROPA

Da Raffaello agli Europei, ecco cosa ci aspetta nel 2020

Indietro

Le celebrazioni del grande pittore rinascimentale e il grande appuntamento con gli Azzurri (in maglia verde) di Mancini. Ecco i principali eventi dell'anno

Nel 2020 l’Italia vedrà anche numerose ricorrenze ed eventi celebrativi, come i 150 anni della Presa di Porta Pia e della “Questione Romana”. Il 20 maggio festeggeremo anche i 50 anni dello Statuto dei lavoratori, la prima legge organica che raccoglie le norme a tutela degli occupati elaborati dal senatore Gino Giugni.

Nel campo dell’arte festeggeremo un italiano che il mondo ci invidia e che ci ha lasciato capolavori immortali: il grande pittore Raffaello Sanzio, di cui ricorrono i 500 anni dalla morte. Saranno anche i 100 anni dalla nascita, il 16 giugno, di un’icona nazionale: Alberto Sordi, immortale interprete di tanti personaggi simbolo del boom economico e degli anni ’70. Prepariamoci a un’abbuffata di film: dal medico della mutua Guido Tersilli all’americano a Roma Nando Moriconi.

La storia d’Italia è anche la storia dei servitori dello Stato caduti nell’esercizio della loro missione civile. Uno di questi è Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Sicilia, fratello del nostro capo dello Stato Sergio, ucciso il giorno dell’Epifania del 1980, a soli 44 anni. Pagò per la legge urbanistica che comprimeva gli spazi della speculazione edilizia e con essa gli interesse dei mafiosi e dei palazzinari. Catturare Matteo Messina Denaro sarebbe un bel modo per celebrare questa tragica ricorrenza.

Sul piano delle manifestazioni sociali e politiche non sappiamo che fine farà la protesta “gentile” delle sardine: diverranno un partito o si dissolveranno come i girotondi di Moretti? Lo sapremo quando dal silenzio dei cartelli creativi passeranno alle proposte concrete, finora in verità piuttosto generiche e velleitarie.

La speranza è che sia un anno migliore per le famiglie italiane. La manovra economica appena varata non ha concluso molto. In Parlamento sul welfare familiare sono tutti d’accordo, ma poi, sul piano concreto, non ci sono mai i soldi. L’emigrazione giovanile è ai massimi storici, i malati di Alzheimer sono sempre di più (un farmaco contro questa malattia non è più un’utopia ma resta ancora lontano) e i nuclei familiari in otto casi su dieci se ne fanno carico con poco o punto aiuti economici da parte dello Stato. Il ceto medio si impoverisce sempre di più, anche perché sul piano dei benefits alle famiglie appena il reddito diventa decente crollano gli assegni familiari, per cui vivere dignitosamente diventa ancora una volta difficile. Sul piano della prevenzione siamo disastrosi: solo il 10% della popolazione italiana segue la dieta mediterranea, per l’obesità infantile siamo secondi solo alla Grecia.

Nonostante l’istituzione del “codice rosso” l’Italia continua a essere colpito dalla tragedia dei femminicidi (e non ci consola per nulla il fatto che nelle classifiche europee sia una delle ultime nazioni per numero di vittime). La mentalità maschilista è ancora una brutta bestia da estirpare. Un dato Istat recente dice che il 39% degli italiani, maschi e femmine, pensa che se una donna vuole davvero sottrarsi alla violenza riesce a farlo e che nella maggior parte dei casi chi è molestata è perché “se l’è cercata”. La strada per uscire dal “machismo” in Italia resta ancora lunga.

Non dobbiamo poi mai dimenticare che l’Italia è la terra del Terzo Settore e del volontariato, spesso ingiustamente demonizzato: stiamo parlando di sei milioni di persone che operano in 350mila organizzazioni. Una grossa incubatrice di solidarietà e di speranza anche per il 2020.
Nel campo dell’istruzione, va registrato il ritorno dell’educazione civica nei programmi scolastica. Evviva. E l’avvenimento “clou” dello sport saranno gli Europei di calcio, dal 12 giugno al 12 luglio. Gli Azzurri (che però ora vestono la maglia verde, chissà perché) si sono qualificati in anticipo. Giovani in qualità e in crescita. Uniti all’esperienza di Mancini ci fanno ben sperare, così come ci fa sperare il sorteggio che ci ha messo di fronte Turchia, Svizzera e Galles.

E quando la Nazionale ha vinto, è storicamente provato che ha prodotto frutti non solo sul piano dell’umore collettivo, ma perfino dell’economia. Siamo fatti così. Altrimenti che italiani saremmo?

@f_anfossi

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA