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L’Arabia Saudita punta sulla transizione energetica


Il regno saudita vuole restare leader nella fornitura di energia e si prepara a diventare “il più grande esportatore di idrogeno sulla terra”

Il regno saudita vuole restare leader nella fornitura di energia e si prepara a diventare “il più grande esportatore di idrogeno sulla terra”

Dicono che sia spesso il dettaglio a fare la differenza. Vale nella moda, ma anche nella geopolitica. Quando lo scorso gennaio il Ministero dell’Energia dell’Arabia Saudita ha presentato il suo nuovo logo, stava in realtà mostrando molto più di una semplice grafica. Dietro all’immagine – una palma stilizzata all’interno di una mappa approssimativa del regno dai confini blu e verdi, circondata da un cerchio dagli stessi colori – c’era la volontà di Riad di raccontare la propria strategia per la transizione energetica. La pandemia di coronavirus ha accelerato un processo che ci consegnerà, tra “soli” ventinove anni, un mondo meno dipendente dai combustibili fossili, dove saranno le fonti rinnovabili a fare la parte del leone. E l’Arabia Saudita, il più grande esportatore di petrolio, non sta remando contro, ma nella stessa direzione.

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