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Argentina, Fernández spinge per il dialogo per uscire dalla crisi


Benché sfiduciati, impoveriti ed esausti, il 71% degli argentini ha votato alle elezioni di metà mandato senza proclamare nessun vero vincitore ma invitando i partiti al dialogo per portare il Paese fuori dal pantano

Fabio Bozzato Fabio Bozzato
[VENEZIA] è giornalista freelance, si occupa per diverse testate di America Latina e di cultura e trasformazioni urbane.

Benché sfiduciati, impoveriti ed esausti, il 71% degli argentini ha votato alle elezioni di metà mandato senza proclamare nessun vero vincitore ma invitando i partiti al dialogo per portare il Paese fuori dal pantano

Chiamati a rinnovare metà del Congresso e un terzo del Senato, il 14 novembre gli argentini non hanno infilato risposte nette nelle urne, ma un messaggio sì, di monito e castigo. Esausti dopo due anni di pandemia, quattro argentini su dieci si ritrovano in povertà (compreso il 54% dei minori), uno ogni dieci nell’indigenza; sulle loro spalle pesa un debito colossale che nessuno sa come ripagare e un’inflazione che sta divorando salari e risparmi. Aggiungiamo anche un reato ogni tre minuti se si vive a Buenos Aires, e il quadro è desolante. È così cupa l’aria in questa parte di Cono Sur, che il mondo politico ha temuto il peggio, in particolare il Governo di Alberto Fernández e Cristina Kirchner. Per questo, usciti i risultati, tutti i partiti hanno avuto un motivo per festeggiare e subito dopo molte ragioni per cui preoccuparsi.

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