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L’arte di denunciare il conflitto. Adel Abdessemed in mostra al Musée des beaux-arts, Montréal


La prima volta che ho visto le opere di Adel Abdessemed fu in occasione della sua prima personale in Italia, intitolata Le Ali di Dio, organizzata quasi dieci anni fa tra lo scalpore per alcuni video che ritraevano animali destinati al macello e simbologie religiose stravolte. Ricordo che il curatore Francesco Bonami, che propose la mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, ci spiegò che l'arte di Abdessemed colpisce e resta impressa perché parla di amore senza la sua debolezza romantica.

Photo credit: Musée des beaux-arts de Montréal.

La prima volta che ho visto le opere di Adel Abdessemed fu in occasione della sua prima personale in Italia, intitolata Le Ali di Dio, organizzata quasi dieci anni fa tra lo scalpore per alcuni video che ritraevano animali destinati al macello e simbologie religiose stravolte. Ricordo che il curatore Francesco Bonami, che propose la mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, ci spiegò che l’arte di Abdessemed colpisce e resta impressa perché parla di amore senza la sua debolezza romantica.

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