Arundhati Roy e modelli culturali dimenticati


Arundhati Roy, scrittrice e attivista indiana molto nota anche all'estero, la scorsa settimana ha attaccato la figura del Mahatma Gandhi, accusandolo di aver appoggiato la discriminazione castale nel paese che, ancora oggi, rappresenta uno dei fardelli più pesanti del lascito culturale pre britannico. Polemiche a destra e a manca contro Roy, che alla fine però ha detto anche- forse riportate male o non riportate da tutti – delle cose condivisibili.

Arundhati Roy, scrittrice e attivista indiana molto nota anche all’estero, la scorsa settimana ha attaccato la figura del Mahatma Gandhi, accusandolo di aver appoggiato la discriminazione castale nel paese che, ancora oggi, rappresenta uno dei fardelli più pesanti del lascito culturale pre britannico. Polemiche a destra e a manca contro Roy, che alla fine però ha detto anche- forse riportate male o non riportate da tutti – delle cose condivisibili.

 

Partiamo da un virgolettato riportato dal Guardian, in cui Roy – durante un discorso alla Kerala University – avrebbe detto:

È tempo di svelare un po’ di verità circa una persona la cui dottrina della non-violenza era basata sull’accettazione di uno dei peggiori e più brutale sistema gerarchici, il sistema castale…dobbiamo davvero intitolargli delle università?

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img