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La sicurezza in Asia, un dejà vu


Una maggiore collaborazione regionale è una delle conseguenze della mutata situazione in Afghanistan: i Paesi vicini evitano cautamente l’approccio bilaterale con i Talebani

Stefano Pontecorvo Stefano Pontecorvo
Già Ambasciatore italiano in Pakistan, dal 2020 è Senior Civilian Representative della Nato in Afghanistan. Ha gestito il traffico all’aeroporto internazionale di Kabul durante la crisi afghana.

Una maggiore collaborazione regionale è una delle conseguenze della mutata situazione in Afghanistan: i Paesi vicini evitano cautamente l’approccio bilaterale con i Talebani

Il ritorno al potere dei Talebani in Afghanistan modifica gli equilibri regionali dell’Asia centrale, di quella meridionale e del Sud-est asiatico. Molti Paesi della regione convivono da tempo con la consapevolezza che i Talebani sarebbero tornati a far parte delle strutture governative afghane, anche se la speranza era quella di una transizione ordinata del potere che non fosse dirompente della struttura statale afghana e dei rapporti interstatuali come invece è stata. In poche parole, che i Talebani fossero parte del Governo ma che non fossero il Governo. E ciò nonostante il fatto che tutti i Paesi della regione hanno avuto negli anni scorsi rapporti anche intensi con la leadership talebana, improntati alla pragmatica necessità di dover comunque trattare con una parte importante della futura dirigenza di un paese rilevante per storia, per posizione geografica, per il potenziale economico e per i problemi securitari che esso pone.

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