INDONESIA

indonesia
SUPERFICIE1.904.569 kmq
PIL647.953 milioni di € (2013)
POPOLAZIONE1253.300.000
INFLAZIONE6,4% (2014)
ETA' MEDIA29 anni

Jakarta, tra Cristianesimo e Islam

Il Presidente uscente si ricandida contro il vecchio sfidante Subianto. La strategia di Widodo punta sulla scelta del proprio vice, un leader musulmano
Alessandro Ursic • Giovedì, 28 Marzo 2019 16:11
 

Le famiglie dell'Isis e il ritorno dei jihadisti in Indonesia

Un duplice attacco rilancia l’allarme terrore in Indonesia. Agli attentati hanno partecipato interi nuclei familiari, un’inquietante novità per il Paese a maggioranza musulmana più popoloso al mondo. Dove cresce il timore per il ritorno dei combattenti jihadisti dal medio oriente 
Matteo Miavaldi • Giovedì, 17 Maggio 2018 09:54
 

Indonesia, la lotta antiterrorismo ai gruppi jihadisti

Alla fine di gennaio 22 cittadini indonesiani sono stati rimpatriati dalle autorità turche con l’accusa di avere collegamenti con i terroristi dello Stato Islamico. Tra loro anche Triyono Utomo Abdul Bakti, ex funzionario del Ministero delle finanze del Paese asiatico arrestato mentre cercava di attraversare il confine turco-siriano.
Fabio Polese • Mercoledì, 08 Febbraio 2017 09:28
 

Ucciso il terrorista Santoso, l’uomo più ricercato dell’Indonesia

Il jihadista più ricercato del Paese asiatico è stato ucciso. Santoso - conosciuto con il nome di battaglia Abu Wardah - è morto durante uno scontro a fuoco con la polizia indonesiana nella zona di Poso, nel Sulawesi centrale. Numero uno del gruppo terroristico East Indonesia Mujahidin (MIT), responsabile di numerosi attacchi terroristici dal 2012 a oggi, era stato il primo a giurare fedeltà al Califfo e, per questo, era diventato un punto di riferimento per gli estremisti di tutta l’area. Santoso, che viveva da tempo nascosto nella foresta, era il principale obiettivo dell’Operazione Tinombala, dove hanno partecipato più di tremila uomini tra polizia ed esercito. Le ricerche erano state più difficili del previsto. La zona montagnosa e il possibile aiuto della popolazione locale, che in gran parte simpatizza per la sua organizzazione, infatti, non avevano favorito le truppe governative.   Nella serata di lunedì è arrivata la svolta. La polizia ha riferito che una delle persone uccise durante i combattimenti con i terroristi «assomiglia proprio a Abu Wardah». Inizialmente, il ricercato numero uno dell’Indonesia, sarebbe stato identificato in base ad un neo sulla fronte. Ma la notizia è stata definitivamente confermata da Luhut Binsar Pandjaitan, il ministro per gli affari politici, legali e di sicurezza del Paese. «Abbiamo la certezza che si tratta di Santoso», ha detto durante una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Giacarta. «Il riconoscimento è stato fatto grazie alle impronte digitali». Per le forze di sicurezza indonesiane si tratta di uno dei maggiori successi nel contesto della lotta al terrorismo islamico. Ed è una grande vittoria per il presidente Joko Widodo, che ha fatto della sua cattura una delle priorità del governo che guida dall’ottobre del 2014. Ma non solo. Potrebbe anche essere un duro colpo per i jihadisti asiatici. Intanto, però, le autorità del Paese hanno precisato che l’Operazione Tinombala non è conclusa. All’appello, infatti, mancano ancora diversi fondamentalisti islamici. Tra loro anche Basir, il numero due del MIT, che ora dovrebbe prendere la leadership del gruppo. Anche lui, secondo la polizia, si dovrebbe nascondere con i suoi fedelissimi nelle foreste di Poso. Un altro super ricercato rimane Bahrum Naim, considerato dagli investigatori l’organizzatore dell’attacco che il 14 gennaio scorso ha sconvolto Giacarta. Ma non è chiaro se sia in Siria o in Indonesia. Sette anni fa gestiva un internet cafè a Solo, poi nel 2011 è stato arrestato per possesso illegale di armi e dopo tre anni passati in carcere è diventato uno dei leader degli estremisti del Paese. Sembrerebbe che Bahrum Naim sia successivamente partito per unirsi ai miliziani dello Stato Islamico in Siria. E non si sa se sia rientrato in patria oppure no. Una cosa è certa: non molto tempo fa, su internet, era apparso un documento che incoraggiava le cellule indonesiane ad imitare gli attacchi di Parigi del novembre del 2015. Lo scritto portava proprio la sua firma. @fabio_polese
Fabio Polese • Mercoledì, 20 Luglio 2016 16:04
 

Indonesia, sito jihadista finanziato grazie a Google

Superficialità e pochi controlli, quasi sempre fatti solo per conteggiare visite giornaliere e possibili incassi. Così il terrorista indonesiano Muhammad Jibril Abdul Rahman, conosciuto come Prince of Jihad, è riuscito a vendere spazi pubblicitari sul suo sito web di propaganda Arrahmah.com, a colossi come Citigroup, Ibm e Microsoft. E, soprattutto, è riuscito a guadagnare migliaia di dollari, quasi 500 al giorno per diversi mesi. A rivelarlo è stata una recente inchiesta del Financial Times, che ha specificato che tra i mediatori per la vendita delle pubblicità ci sarebbe anche il colosso del web Google AdSense.
Fabio Polese • Sabato, 28 Maggio 2016 09:52
 

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