spot_img

Aspettando venerdì


Il processo veloce (8 mesi) ai quattro maggiorenni colpevoli dello stupro dello "stupro di Delhi" si concluderà tra due giorni, quando la Corte darà il verdetto per un crimine che, è già stato deciso, gli imputati hanno commesso.

Il processo veloce (8 mesi) ai quattro maggiorenni colpevoli dello stupro dello “stupro di Delhi” si concluderà tra due giorni, quando la Corte darà il verdetto per un crimine che, è già stato deciso, gli imputati hanno commesso.

I quattro, Mukesh Singh, Akshay Thakur, Pawan Gupta e Vinay Sharma, dovranno affrontare almeno il carcere a vita, pena minima considerando l’efferratezza e la crudeltà del crimine. Senza scendere in dettagli agghiaccianti, lo stupro e conseguente omicidio sono stati giudicati crimini “a sangue freddo”.

Oltre alla brutalità, l’accusa ha cercato di convincere il giudice a classificare il caso come “rarest of the rare”, precondizione che nel diritto indiano apre l’opzione di comminare la pena capitale. Negli ultimi anni l’India ha eseguito una manciata di condanne a morte, tutte però in casi limite come terrorismo, omicidi seriali, uno stupratore di minorenni.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img

Quattro anni per Aung San Suu Kyi

Usa-Cina: conflitto inevitabile

Francia, nostalgia di Indochine