Australia: bloccati gli accordi con la Cina sulla Belt and Road


L'Australia annulla due accordi che lo Stato del Victoria aveva con la Cina nell'ambito della Belt and Road Initiative. La decisione danneggia ulteriormente i rapporti diplomatici tra i due Paesi

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

L’Australia annulla due accordi che lo Stato del Victoria aveva con la Cina nell’ambito della Belt and Road Initiative. La decisione danneggia ulteriormente i rapporti diplomatici tra i due Paesi

Australia’s Foreign Minister Marise Payne speaks during a news conference at the U.S. Department of State following the 30th AUSMIN in Washington, D.C. July 28, 2020. Brendan Smialowski/Pool via REUTERS – RC2I2I9KGINM

L’Australia ha cancellato mercoledì due accordi tra lo Stato del Victoria e la Cina relativi alla Belt and Road Initiative (BRI), il grande piano cinese sulle infrastrutture. Il primo, firmato nel 2018, è un memorandum d’intesa; l’altro è invece un accordo quadro siglato nel 2019.

Benché la decisione di Canberra abbia riguardato quattro accordi in tutto – ai due già menzionati si aggiungono quelli stipulati dal dipartimento dell’Istruzione del Victoria con la Siria (nel 1999) e con l’Iran (nel 2004) –, l’attenzione si è concentrata sui patti con Pechino. Non è strano, sia perché sono quelli più rilevanti da un punto di vista geopolitico, sia perché i rapporti tra le due nazioni sono pessimi da tempo.

Le cose hanno iniziato ad andare male dal 2018, quando l’Australia ha escluso l’azienda di telecomunicazioni cinese Huawei dalle proprie reti 5G (scelta gradita agli Stati Uniti). Poi, l’anno scorso, Canberra ha richiesto l’apertura di un’indagine sull’origine del coronavirus, diffusosi dalla città di Wuhan, e ha sospeso il trattato di estradizione con Hong Kong. In ritorsione, Pechino ha imposto dazi sulle merci australiane come il vino e bloccato le importazioni di carbone termico e coke. Facendo danni non indifferenti, visto che la Cina è il più grande mercato di esportazione per l’Australia.

Una decisione attesa

La decisione dell’Australia di cancellare gli accordi sulla BRI non giunge affatto inattesa, ma contribuirà lo stesso a un ulteriore deterioramento delle relazioni diplomatiche con la Cina. L’ambasciata della Repubblica popolare a Canberra ha parlato infatti di “un’altra mossa irragionevole e provocatoria”, che a suo dire dimostrerebbe la mancanza di “sincerità” da parte dell’Australia nel voler migliorare le relazioni con Pechino.

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