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Australia e Giappone pronti a una nuova dichiarazione sulla sicurezza comune


Dopo il documento firmato nel 2007, Canberra e Tokyo rivitalizzano la cooperazione militare e difensiva con un accordo più ambizioso, alla luce della forte presenza cinese nell'Indo-Pacifico

Si rafforza la cooperazione militare e difensiva tra l’Australia e il Giappone, già alleate con Stati Uniti e India nel framework Quad, che per sostenere ulteriormente le rispettive posizioni proseguono nel cammino del contenimento cinese, rivitalizzando la cooperazione sulla sicurezza e dando ulteriore valore al Reciprocal Access Agreement. Passi in avanti di importanza sensibile tra Canberra e Tokyo, che con l’incontro tra i capi di Governo suggelleranno un nuovo patto stretto, allargando le tematiche di discussione alle questioni energetiche.

Il Pm Kishida si recherà a Perth dal 21 al 23 ottobre, come annunciato ufficialmente dal capo della segreteria Hirokazu Matsuno: visita in Australia che sarà la prima per un Primo Ministro giapponese dal 2018, quando ancora l’esecutivo del Paese asiatico era guidato da Shinzo Abe, recentemente assassinato nel corso di un comizio. Kishida e Albanese si sono già incontrati due volte nel corso del 2022, in occasione del meeting sul Quadrilateral Security Agreement e per i funerali di Abe.

Sarà un incontro di grande importanza quello tra i due capi dell’esecutivo, perché si darà nuovo slancio alla stretta partnership attraverso una rivisitazione della dichiarazione sulla cooperazione per la sicurezza del 2007. Oggi è in atto un contesto totalmente nuovo nelle relazioni internazionali, col quadro geopolitico cambiato profondamente rispetto a 15 anni fa. All’epoca, infatti, la spinta al maggior coordinamento in ambito sicurezza arrivava dalla guerra in Iraq, conseguente all’invasione degli Stati Uniti, e alle minacce terroristiche.

Oggi il clima è differente, con le preoccupazioni che arrivano da un attore di peso come la Cina, in quello definito “spazio di sicurezza deteriorato”. In particolare, il fastidio è relativo alla presenza cinese nell’Indo-Pacifico, con la necessità di considerare quelle acque libere e aperte secondo il diritto internazionale. Ci sarà dunque una significativa dichiarazione congiunta, e si andrà oltre con il rafforzamento del Reciprocal Access Agreement. L’accordo in questione è stato firmato a gennaio 2022 dall’ex Pm australiano Morrison e da Kishida dopo un anno di trattative sui dettagli. Il patto fu il primo del genere sottoscritto da Tokyo, dopo quello già in essere con gli Usa.

Tra Quad e Aukus, l’Australia può definirsi estremamente attiva nell’atteggiamento difensivo e di contenimento degli spazi nell’Indo-Pacifico. Discorso non dissimile dal Giappone, che si è mosso rapidamente anche in seguito all’invasione della Russia in Ucraina, infliggendo sanzioni pesanti su Mosca e facendo saltare il tavolo delle trattative con la Federazione per la pace, ancora non firmata dalla fine della Seconda guerra mondiale.

In ultima analisi, spicca la tematica energetica. Albanese e Kishida ne discuteranno a lungo, dato che Tokyo acquista un terzo del gas naturale liquefatto da Canberra. Proprio Perth è il punto di partenza per la maggior parte del Gnl australiano: nella capitale della costa ovest del Paese verranno trattati argomenti decisivi per la sicurezza difensiva e commerciale australiana e giapponese. Con occhio di riguardo al contesto geopolitico in continuo divenire.

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