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LA NOTIZIA DEL GIORNO

L’Australia chiede lo sblocco dei vaccini AstraZeneca

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L’Australia chiede che vengano distribuite dall’Ue le dosi di AstraZeneca già acquistate, necessarie a rifornire la Papua Nuova Guinea. Per Canberra è una questione di sicurezza

Un operatore sanitario riempie una siringa con il vaccino AstraZeneca. REUTERS/Gleb Garanich

Si apre un nuovo capitolo nell’esportazione dei vaccini dall’Europa all’Australia. Dopo il blocco della Commissione per l’invio dei vaccini AstraZeneca, stavolta Canberra chiede che 1 milione di dosi venga distribuito per il vicino Papua Nuova Guinea, Paese con un fragile sistema sanitario. Si teme che il Covid-19 abbia colpito molte più persone rispetto ai numeri delle statistiche ufficiali: stando alle rilevazioni, sarebbero 1400 i casi attivi su una popolazione totale di 9 milioni. Ma i test eseguiti, al 10 marzo, sono stati appena 50mila.

Questione di sicurezza nazionale

L’Unione europea ha deciso di garantire l’esportazione dei vaccini verso le nazioni a rischio collasso e carenti dal punto di vista sanitario. Per questo motivo, la prima richiesta australiana è stata negata, visto il basso tasso di diffusione del virus e le competenze di Canberra, Paese industrializzato. Stavolta, la Commissione sarebbe investita da un problema relativo a una realtà, come quella della Papua Nuova Guinea, che sconta carenze gestionali e strutturali.

È in questa fase che si intrecciano le singole questioni: il Governo di Scott Morrison ha acquistato i vaccini prodotti in Europa da AstraZeneca e ora ne fa richiesta per un altro Paese, al quale andrebbero sotto forma di donazione e con un interesse specifico da parte degli aussies: evitare la diffusione del coronavirus dalla Papua Nuova Guinea verso l’Australia. “È per gli interessi dell’Australia, per gli interessi della nostra regione e un obbligo per gli australiani mettere in sicurezza la salute dei nostri cittadini, così come quella delle famiglie della Papua Nuova Guinea, alle quali noi teniamo”, ha dichiarato il Primo Ministro.

Nella nota del Governo australiano si spiega che presto verranno distribuite a Port Moresby (la capitale del Paese a nord dell’Australia) 8mila fiale di AstraZeneca già in possesso che saranno somministrate “alla forza lavoro in ambito sanitario, a partire dal National Capital District. Le future priorità saranno decise insieme all’esecutivo della Papua Nuova Guinea”. L’outbreak di Covid-19 nel Paese, si ribadisce nel testo diffuso da Canberra, mette a rischio i cittadini australiani.

La palla all’Unione europea

Bruxelles si ritrova nella difficile situazione di gestione complicata delle dosi in suo possesso, della sospensione della somministrazione del vaccino AstraZeneca, delle richieste in arrivo da un partner importante come l’Australia. Il Primo Ministro Morrison dichiarò, in particolare, di comprendere la posizione dell’Italia — vista la crisi sanitaria affrontata da Roma nel corso del 2020 —, che ha tenuto una linea rigida rispetto all’autorizzazione della consegna degli antidoti contro il coronavirus prodotti sul territorio, visto il mancato rispetto dei numeri promessi da parte dell’azienda anglo-svedese.

“L’Ue ha esportato i vaccini per supportare la cooperazione globale. Ma le strade aperte funzionano in entrambe le direzioni. Se necessario, rifletteremo sul come livellare il nostro export in base alla reciprocità e, in caso di nazioni con alte percentuali di vaccinazione, alla proporzionalità”, ha commentato nella giornata di ieri la Presidente Ursula von der Leyen. Le reticenze della Commissione potrebbero ora risiedere nei dubbi sull’uso che l’Australia farà dei vaccini richiesti per la Papua Nuova Guinea, con l’ipotesi che possano essere dirottati verso Canberra.

Il nuovo tentativo australiano stavolta è finalizzato all’alleviamento della crisi in un Paese in via di sviluppo: secondo la Banca Mondiale, l’87% della popolazione della Papua Nuova Guinea vive in zone rurali, con la conseguenza che la diffusione del virus possa avere potenzialità devastanti sul tessuto sociale della nazione. La resilienza futura e la crescita economica di Port Moresby passerà, dunque, dalla risposta data al contrasto verso la pandemia.

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L'AUTORE

Matteo Meloni

Giornalista, si occupa di politica internazionale, comunicazione e giornalismo d’impresa. Collabora con eastwest e con il sito d’informazione Corriere dell’Economia.
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