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Birmania: nella terra dei Karen, tra bambini e guerriglieri che lottano per l’autonomia – Seconda parte


Lay Wah (Karen State) –Le prime luci dell’alba stanno sorgendo e la temperatura, che di notte scende notevolmente, si sta pian piano rialzando. A «Kawthoolei» - che nella lingua Karen significa la «Terra senza peccato» - il tempo e le ore vengono scandite solamente dal giorno e dalla notte. Un giovane soldato di nome Shan Lee, vicino ad un piccolo fuoco acceso per scaldarsi, è intento ad intercettare, con una piccola e vecchia radio, le conversazioni dell’esercito birmano. La situazione - per ora - sembra tranquilla. «Sto controllando i loro spostamenti. Non sono nella nostra zona».

Lay Wah (Karen State) –Le prime luci dell’alba stanno sorgendo e la temperatura, che di notte scende notevolmente, si sta pian piano rialzando. A «Kawthoolei» – che nella lingua Karen significa la «Terra senza peccato» – il tempo e le ore vengono scandite solamente dal giorno e dalla notte. Un giovane soldato di nome Shan Lee, vicino ad un piccolo fuoco acceso per scaldarsi, è intento ad intercettare, con una piccola e vecchia radio, le conversazioni dell’esercito birmano. La situazione – per ora – sembra tranquilla. «Sto controllando i loro spostamenti. Non sono nella nostra zona».

 Soldato Karen in perlustrazione - Photo Fabio Polese

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