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Braccio di ferro India vs Wto


Il 31 luglio dovrebbe arrivare la firma dei membri della World Trade Organization (Wto) per un trattato globale sul rilassamento delle regole commerciali: alleggerire la burocrazia e rinunciare a misure protezionistiche per, dicono dal Wto, guadagnarci tutti. Una manciata di giorni fa l'India ha fatto marcia indietro, minacciando di far saltare un accordo storico da un trilione di miliardi.

Il 31 luglio dovrebbe arrivare la firma dei membri della World Trade Organization (Wto) per un trattato globale sul rilassamento delle regole commerciali: alleggerire la burocrazia e rinunciare a misure protezionistiche per, dicono dal Wto, guadagnarci tutti. Una manciata di giorni fa l’India ha fatto marcia indietro, minacciando di far saltare un accordo storico da un trilione di miliardi.

 

La decisione ha colto di sorpresa gran parte degli osservatori, che non si aspettavano una presa di posizione così rigida e ricattatoria da parte indiana, specie con l’attuale governo Modi lodato per le politiche liberiste – per ora solo a parole –  che tanto piacciono in Occidente.

Venerdì scorso invece, durante un meeting del Wto a Ginevra, il delegato indiano ha chiarito la non negoziabilità della posizione di Delhi: o ci mettiamo d’accordo anche per un rilassamento delle regole – e rispettive sanzioni – circa i sussidi nazionali e l’accumulazione di riserve di cibo, oppure noi facciamo saltare tutto.

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