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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Brexit: Johnson va allo scontro

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Brexit, linea dura di Johnson: “O si firma entro il 15 ottobre o non avremo un accordo”. Oggi ottavo round negoziale Ue-Uk

Brexit, Johnson

L’accordo sul divorzio tra Unione europea e Regno Unito è sempre più distante, con la hard Brexit possibilità ormai tangibile. La giornata di ieri è culminata con le dichiarazioni del Primo Ministro Boris Johnson rilasciate da Downing Street che, in sostanza, confermano quanto pubblicato nell’anticipazione del Financial Times: o si firma entro il 15 ottobre o non ci sarà nessuna nuova relazione tra le due entità.

“Abbiamo bisogno che al Consiglio europeo del 15 ottobre ci sia un accordo, che possa così entrare in vigore entro la fine dell’anno. Non ha senso pensare a ulteriori posticipi. Se non riusciremo ad accordarci per questa data, non potrà esserci un trattato di libero scambio, dovremo accettarlo e andare avanti”, le parole del Pm rilasciate alla stampa nel primo pomeriggio.

Ma c’è confusione all’interno dello stesso esecutivo britannico: prima delle parole di Johnson, Il Segretario all’Ambiente George Eustice aveva dichiarato che il suo Paese è “impegnato a implementare” il protocollo sull’Irlanda del Nord presente nel Brexit Withdrawal Agreement. Eppure, il capo dell’esecutivo sembra pronto a rischiare persino sul delicato compromesso irlandese: “Ci stiamo organizzando nei porti e lungo i nostri confini. Avremo pieno controllo sulle nostre leggi, sulle nostre regole, sulle nostre acque per la pesca. Avremo la libertà di accordarci con qualunque nazione del mondo. Il risultato sarà che potremo prosperare”.

Sul progetto britannico anticipato dal Ft, che prevedrebbe “l’eliminazione della forza legale di parti dell’accordo di uscita” dall’Ue, il Ministro per gli Affari Esteri dell’Irlanda, Simon Coveney, aveva commentato dicendo: “Questa sarebbe una strada avventata per procedere”. Sembra concretizzarsi la preoccupazione della Germania che, prima dell’inizio del semestre di presidenza dell’Ue a guida tedesca, aveva avvertito i Paesi membri: prepariamoci a un autunno caldo, a richieste difficili sui dossier più salienti, ma soprattutto a una risposta unitaria.

Nella giornata odierna, nella quale si svolgerà l’ottavo round negoziale per trovare l’accordo che regolerà le relazioni tra Ue e Gran Bretagna, scopriremo se quella di Johnson è la definitiva posizione di Londra o se, come affermato dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il Governo di Sua Maestà “è affidabile” e rispetterà “gli obblighi stabiliti dal diritto internazionale, prerequisito per qualunque partnership futura”. Pacta sunt servanda, ma forse non per Boris.

@melonimatteo

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