Brics che non c’entrano niente tra loro


Domani in Brasile inizia il meeting dei Brics, il primo per il primo ministro Narendra Modi. Dietro la sigla catchy di un gruppo idealmente creato per semplificare la vita agli investitori e ai giornalisti di mezzo mondo, però, si celano una serie di profonde disparità interne da tenere bene a mente.

Domani in Brasile inizia il meeting dei Brics, il primo per il primo ministro Narendra Modi. Dietro la sigla catchy di un gruppo idealmente creato per semplificare la vita agli investitori e ai giornalisti di mezzo mondo, però, si celano una serie di profonde disparità interne da tenere bene a mente.

 


In India se ne parla con moderato entusiasmo, considerando l’esordio di Modi in un contesto davvero internazionale, sotto gli occhi di tutti, al fianco di giganti – nel bene e nel male – della comunità internazionale come Xi Jinping e Vladimir Putin. La tappa brasiliana delle cicliche riunioni dei Brics, sul tema “Inclusive Growth; Sustainable Development”, secondo il comunicato diramato dalla segreteria di Modi ai mezzi d’informazione indiane, darà l’opportunità di scambiare vedute tra i rappresentanti dei paesi in via di sviluppo in un momento di “maremoto politico” in varie parti del mondo. Si parlerà di come i Brics si muoveranno nell’ottica – personalmente credo costruita a livello mediatico e di difficilissima realizzazione pratica – di creare una sorta di contropotere politico rispetto al blocco Occidentale. In soldoni: se la crisi economica ha colpito tutti e ora bisogna rimboccarsi le maniche, tutti, chi l’ha detto che a dettare legge debbano essere Banca mondiale e Fondo monetario internazionale (due entità controllate, rispettivamente, da Usa e Ue)?

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