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Cafè Suspendu e Freego: il Belgio solidale

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Fa freddo e piove e gli invisibili, i senzatetto, sono sempre per strada notte e dì, anche a Natale, il contrasto è forte mentre si bandiscono tavole delle feste, ma ovviamente anche tutto l’anno. Anche nel freddo Belgio, noto per il clima rigido, accanto ai passanti, ricchi o benestanti, molti i poveri che cercano riparo dal gelo. Camminando per le vie di Gent, nelle Fiandre belghe, non è difficile notare qualcosa di insolito : un frigorifero in mezzo alla strada.

 

 

Dentro zuppe e alimenti e soprattutto una scritta “Freego”, free to go. È un frigo in regalo? Ci si chiede. No è un frigo dedicato a senzatetto e studenti che possono così consumare, gratuitamente, la pietanza fresca del giorno lasciata apposta per loro. Arrivato dopo la diffusione de il “cafè suspendu”, il caffè sospeso, che a Napoli, secondo tradizione, si paga e si offre al cliente successivo e che il Belgio ha esportato in salsa belga: in diversi ristoranti, bar e friggitorie oltre a prendere la propria consumazione si può pagare una zuppa, un panino, un caffè o delle patatine fritte per chi non può permetterselo. In cambio si riceverà un bigliettino da consegnare per strada a un povero che avrà diritto al pasto o bevanda in “sospeso”.

“Freego”a Gent un frigo per clochards

«Anche i senzatetto devono mangiare bene e in maniera salutare, così come gli studenti devono capire l’importanza del cibo non industriale, non fast food» così è nata l’idea di Stef Mintiens, dottore di medicine naturali. Un frigo con alimenti genuini e gratuiti proprio davanti alla sua abitazione e studio medico, nella strada di Albertlaan a Gent. Ogni giorno dalle 11 di mattina fino alle 21 di sera clochard ma anche studenti possono trovare una zuppa, una quiche o altri prodotti naturali pronti e preparati da Mintiens e dai volontari o avanzati dai ristoranti. L’idea del medico di Gent è nata dopo aver visto la foto di un uomo che lo faceva in Arabia Saudita.

«Prima andavo ogni sabato a distribuire cibo ai poveri, ora invece riesco a farlo ogni giorno e in grandi quantità, oggi abbiamo lasciato anche della pizza». In una settimana Mintiens produce 500 litri di minestre, in un mese 2000 porzioni.

Cosa c’è dietro Freego

La cosa importante per il funzionamento del progetto sociale, ha spiegato Mintiens, è che non ci sono barriere per avere un pasto caldo o genuino, è tutto anonimo e questo facilita l’avvicinarsi liberamente delle persone per usufruire del servizio. Nel giro di un ‘ora o poco più il frigo è sempre vuoto.

Dalla ristrutturazione delle camere di un hotel, di proprietà di un amico, il medico fiammingo ha ottenuto i frigo bar dismessi, due sono diventati i “freego”, gli altri frigoriferi sono a disposizione e aspettano nella sua abitazione che qualcun altro si faccia avanti per espandere l’iniziativa nel resto del Belgio.

«Le persone prese dallo spirito natalizio si impegnano e pensano alla carità, ma dal 2 gennaio si dimenticano, io vorrei che si continuasse tutto l’anno, tutti i giorni, basta cucinare un po’ di più di quel che si fa per la propria famiglia, più litri di zuppa non è un grande impegno».

Il Belgio solidale

Negli ultimi tempi in Belgio è andato sempre più diffondendosi il fenomeno del caffè sospeso, a Bruxelles e nelle città e paesi vicini non è difficile trovare bar e locali che aderiscano all’iniziativa sulla pagina facebook Cafè Suspendu si possono trovare tutte le informazioni ma anche numerose iniziative . Dai parrucchieri gratuiti per una domenica per i senzatetto, alla distribuzione di zuppe gratuite nelle piazze principali, con il supporto di grandi catene alimentari e di ristorazione, e anche per opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. I promotori del cafè suspendu avevano anche loro lanciato un appello per un frigo su strada un anno fa e ora vorrebbero cercare di accordarsi anche con alcune catene di supermercati come Delhaize e Carrefour per realizzare un’ampia diffusione e utilizzare anche i prodotti che vengono sprecati dai negozi alimentari. D’altronde meno di un quarto degli alimenti che finiscono nella spazzatura nella sola Europa, potrebbero sfamare 805 milioni di persone nel mondo.

@IreneGiuntella

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