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Energia, tra politica e business


Non ci sono soluzioni semplici, né immediate, per rimediare a decenni di politica energetica dilettantesca, ma la direzione futura è tracciata: le fonti rinnovabili e l’idrogeno, oltre al nucleare

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Non ci sono soluzioni semplici, né immediate, per rimediare a decenni di politica energetica dilettantesca, ma la direzione futura è tracciata: le fonti rinnovabili e l’idrogeno, oltre al nucleare

Lo scorso giugno, per la prima volta nella storia, l’Unione europea ha importato più gas liquefatto dagli Stati Uniti che gas via tubi dalla Russia. È una notizia enorme, considerato che nel 2021 Mosca era la maggiore – e nettamente – fornitrice del blocco, con una quota del 40% sul totale importato a livello comunitario. Il sorpasso americano è stato possibile principalmente per via dei pesanti tagli di Gazprom, la società gasifera controllata dal governo russo, ai flussi di combustibile verso il Vecchio continente: mentre scriviamo l’importante gasdotto Nord Stream 1 sta funzionando al 20% appena della sua capacità; i volumi passanti per l’Ucraina sono di oltre il 40% inferiori a quelli stabiliti dai contratti.

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