spot_img

Cessione di Ansaldo Breda e Ansaldo STS a Hitachi: sullo sfondo c’è la competizione Pechino-Tokyo


La crisi di questa parte di zona euro impone ai governi e alle aziende in difficoltà di aprirsi ad ogni possibilità di investimento proveniente da Paesi o soggetti industriali con un'ampia disponibilità di liquidi.

La crisi di questa parte di zona euro impone ai governi e alle aziende in difficoltà di aprirsi ad ogni possibilità di investimento proveniente da Paesi o soggetti industriali con un’ampia disponibilità di liquidi.

Come ha scritto nei giorni scorsi su East Simone Pieranni, la Cina continua a investire in Europa e lo fa con un occhio di riguardo verso quei paesi “che potrebbero avere presto bisogno di un «ombrello finanziario»”. Spagna, Portogallo, Grecia e Italia garantiscono agli acquirenti di Oltre muraglia affari a prezzi stracciati. E, in alcuni settori strategici (vedi l’ingresso di China State Grid in Cdp Reti) know how e un ritorno economico.

La Cina non è l’unica ad essersi mossa in questo senso. È arrivata il 24 febbraio scorso la conferma che Hitachi, una dei più grandi gruppi industriali del Paese-arcipelago, ha acquistato per 773 milioni di euro AnsaldoBreda e Ansaldo STS, le due aziende del comparto ferroviario di Finmeccanica. Come si legge nel comunicato stampa di Finmeccanica, è “un traguardo chiave nella strategia di Hitachi Rail finalizzata a divenire leader globale nelle soluzioni ferroviarie, espandendo in modo significativo la propria attività a livello mondiale”. Un’operazione che premia entrambi i contraenti, l’uno, Finmeccanica, che punta entro l’anno a ridurre il proprio debito di 600 milioni di euro, l’altro, Hitachi che – in particolare con l’acquisizione di Ansaldo STS – si tuffa nella competizione globale.

Un’operazione «significativa» – ha dichiarato Hiroaki Nakanishi, amministratore delegato di Hitachi – che «si inquadra nella strategia di Hitachi volta alla crescita del ‘Social Innovation Business’, mediante la combinazione di tecnologia IT con le nostre valide soluzione infrastrutturali». Si tratta in effetti, come scritto da Bloomberg, dell’acquisizione estera più grande del colosso giapponese, che l’anno scorso ha spostato la sede globale del proprio comparto ferroviario a Londra, più vicino al Vecchio Continente. Impegno che si riflette anche nelle cifre riferite allo “shopping” di Hitachi fuori dai confini nazionali, aggiornate a dicembre 2014: in totale sono quasi 4 i miliardi di dollari investiti in acquisizioni e fusioni, di cui 3,3 miliardi solo in Europa.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img