Charlie Hebdo, Andeel: “La satira ha libertà assoluta ma guai a sacralizzarla”


Unanime è stato lo sdegno per gli attacchi alla redazione parigina del giornale satirico Charlie Hebdo tra giornalisti e disegnatori arabi e persiani, con marce e manifestazioni dal Cairo fino a Teheran. A guidare questo esercito contrario a qualsiasi bavaglio alla satira è stato Ali Ferzat, disegnatore siriano che vive in Kuwait dopo aver subito un attentato in Siria durante il quale hanno tentato di spezzargli le dita.

Unanime è stato lo sdegno per gli attacchi alla redazione parigina del giornale satirico Charlie Hebdo tra giornalisti e disegnatori arabi e persiani, con marce e manifestazioni dal Cairo fino a Teheran. A guidare questo esercito contrario a qualsiasi bavaglio alla satira è stato Ali Ferzat, disegnatore siriano che vive in Kuwait dopo aver subito un attentato in Siria durante il quale hanno tentato di spezzargli le dita.

 Per questo, Ferzat è stato insignito del premio Sakharov dell’europarlamento nel 2011. Il suo disegno, pubblicato poche ore dopo l’attacco, rappresenta una mano punta dalla stessa penna che impugna e recita: «Dedicato a tutte le vittime del pensiero, dell’arte e dell’espressione, qui, nel mondo arabo, in tutto il mondo». 

Photo credits: Ali Ferzat

Sulla forza del pensiero contro-corrente ha puntato anche il disegnatore libanese, Mazen Kerbaj, che, per ricordare i disegnatori di Charlie, ha rappresentato due uomini uno con e l’altro senza testa. «Io penso, dunque non ci sono più»: dicono le due figure.

Photo credits: Mazen Kerbaj

La tunisina Nadia Khiari, nome di battaglia Willis, ha condannato gli attacchi con la scritta a tutta pagina: «Oggi avete ucciso dei disegnatori ma bande di disegnato rinasceranno». Il personaggio inventato dal noto disegnatore egiziano Makhlouf impugna invece una matita contro l’enorme fucile del suo aguzzino.

Andeel: «La satira deve essere sempre libera»

Andeel, una delle firme più pungenti del periodico di satira politica TokTok (dal nome delle vespette-taxi, usate per spo­sta­menti brevi nei quar­tieri popo­lari), nato in Egitto in seguito alle rivolte del 2011, ha commentato i fatti di Parigi.

Andeel, come hai reagito all’attacco di Parigi alla redazione di Charlie Hebdo?

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