Ciad, più tutela per i rifugiati


Il Ciad ha adottato una legge che protegge i quasi 480mila rifugiati attualmente ospitati. La misura garantisce loro diritto al lavoro, assistenza sanitaria, istruzione e giustizia

Marco Cochi Marco Cochi
Da due decadi giornalista, blogger e ricercatore con focus sull'Africa sub-sahariana.

Il Ciad ha adottato una legge che protegge i quasi 480mila rifugiati attualmente ospitati. La misura garantisce loro diritto al lavoro, assistenza sanitaria, istruzione e giustizia

Una campo rifugiati a Bengasi, Libia, 2 dicembre 2020. REUTERS/Esam Omran Al-Fetori

Le buone notizie arrivano anche dall’Africa, come dimostra quanto deciso dal Governo del Ciad, che ha adottato la sua prima legge sui richiedenti asilo per rafforzare la protezione dei quasi 480mila rifugiati attualmente ospitati nel Paese africano. Varata lo scorso 23 dicembre, la nuova misura garantisce le protezioni fondamentali, compreso il diritto al lavoro, quello di circolare liberamente e di accedere all’assistenza sanitaria, all’istruzione e alla giustizia. Il provvedimento legislativo rende il Ciad il primo Paese dell’Africa centrale a onorare l’impegno assunto nel dicembre 2019, durante il primo Forum Globale sui Rifugiati di Ginevra.

Il Ciad è uno dei più grandi Paesi che accoglie sfollati in Africa e la maggior parte dei suoi quasi 480mila rifugiati vive lungo il confine con il Sudan. Non a caso, la nazione africana ospita la più grande comunità di rifugiati sudanesi del continente africano e negli ultimi due mesi circa 16mila sudanesi hanno attraversato il confine con il Ciad orientale, in fuga dal riaccendersi della violenza interetnica in Darfur.

Un numero significativo di rifugiati è ospitato anche nella regione meridionale, al confine con la Repubblica Centrafricana, dove nel 2018 sono arrivati oltre 22mila sfollati ​​dalla Repubblica centrafricana e più di 4.500 dalla Nigeria nel 2019.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha elogiato l’impegno del Ciad nel mantenere i suoi confini aperti ai rifugiati, nonostante i numerosi problemi economici, politici e ambientali che il paese deve affrontare. L’Unhcr ha anche evidenziato che la legge approvata dal governo di N’Djamena è conforme agli standard internazionali sanciti dalla Convenzione sui rifugiati del 1951 e dalla Convenzione sui rifugiati dell’Organizzazione dell’Unità africana del settembre 1969.

La misura prevede l’istituzione di un efficiente sistema nazionale di asilo, che verrà costituito nell’ambito dell’Asylum Capacity Support Group (Acsg), un meccanismo adottato per identificare tempestivamente le persone con esigenze di protezione internazionale e rafforzare la capacità di determinazione dello status di rifugiato.

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