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Cina: all’attacco delle aziende di Stato

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Secondo dati rilasciati dall’agenzia dell’anticorruzione cinese, la campagna anticorruzione avrebbe portato a indagini e arresti di almeno 182 mila funzionari del Partito. Sono numeri imponenti, ma potrebbero impallidire di fronte alla volontà espresse – in questi giorni – dall’agenzia (CCDI) di andare a fondo nei gangli della corruzione all’interno delle aziende di Stato della Cina. È nelle SOE che secondo i cinesi si annida il cancro della corruzione, responsabile a cascata di tutto il malaffare cinese. Ed è lì che l’agenzia andrà a mettere le mani.

L’invito a puntare le aziende di Stato è arrivato dal capo dell’agenzia anti corruzione Wang Qishan, uno che pare non guardare davvero in faccia nessuno. Le aziende di Stato infatti, pur avendo una nomea spesso negativa, sono dei colossi all’interno dei quali si giocano partite non solo economiche , ma anche politiche.

Come emerso da diverse indagini uscite negli ultimi anni (compreso quella del New York Times su Wen Jiabao, l’ex premier, che valse il Pulitzer), il sistema piramidale di comando politico cinese, si mischia con quello economico e finanziario, formando cordate familiari e di comuni interessi economici, che trovano – spesso – nelle aziende di stato una sorta di compensazioni a favori, o investimenti sbagliati che permettono però di far girare i soldi.

Le imprese sono i principali attori nel settore del petrolio e dell’energia, dell’elettricità, delle telecomunicazioni, dei trasporti, dei minerali e materiali e delle costruzioni.

«Nonostante si sia fatto un enorme sforzo per reprimere la corruzione all’interno delle aziende di Stato, molti dirigenti di alto livello sono ancora in grado di trarre beneficio dalle loro posizioni, con la vendita di posti di lavoro ufficiali, continuando a favorire persone della propria famiglia, mangiando e bevendo con fondi pubblici e producendo profitti illeciti», ha riferito il China Disciplinary and Inspection Newspaper, un magazine gestito dalla CCDI.

Insomma, il clima è teso e pare tutto pronto per un assedio (giudiziario) decisivo.

È scontato che un focus sulle attività delle SOE creerà scompiglio, perché si andrà direttamente al cuore di molti dei problemi cinesi. Wang Qishan, ha annunciato che il primo turno delle ispezioni disciplinari di quest’anno si concentrerà su 26 imprese gestite centralmente. 

Le «ispezioni» cominceranno dopo il capodanno cinese (che comincia il 19 febbraio). 

Come specifica il South China Morning Post, si tratta del «più grande giro di ispezioni delle SOE mai annunciato dalla CCDI».

 

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