Cina e Corea del Sud contro il Giappone


I media cinesi non hanno usato mezzi termini il giorno dopo lo «smacco» della visita del premier giapponese Abe al santuario di Yasukuni. Ieri anche la Corea del Sud aveva condannato ferocemente il gesto del primo ministro di Tokyo, che ribalta tutti gli equilibri raggiunti fino ad oggi. Non a caso, tra i più nervosi, sarebbero proprio gli Stati Uniti: secondo indiscrezioni Washington poche ore prima della visita avrebbe consigliato Abe di non andare al tempio.

I media cinesi non hanno usato mezzi termini il giorno dopo lo «smacco» della visita del premier giapponese Abe al santuario di Yasukuni. Ieri anche la Corea del Sud aveva condannato ferocemente il gesto del primo ministro di Tokyo, che ribalta tutti gli equilibri raggiunti fino ad oggi. Non a caso, tra i più nervosi, sarebbero proprio gli Stati Uniti: secondo indiscrezioni Washington poche ore prima della visita avrebbe consigliato Abe di non andare al tempio.

 

Era dal 15 agosto 2006, la data che ricorda la sconfitta giapponese durante la seconda guerra mondiale nel 1945, che un primo ministro giapponese non si recava al controverso santuario : allora toccò a Junichiro Koizumi. Ieri, invece, l’attuale premier nipponico, Shinzo Abe, ha scelto il modo peggiore, secondo il resto del mondo, per celebrare il suo primo anno da premier, recandosi al santuario shintoista di Yasukuni, ricordo storico dei caduti di guerra giapponesi, 2,5 milioni fin dai tempi del diciannovesimo secolo, tra i quali alcuni che sono stati considerati «criminali di guerra» dagli altri paesi asiatici e soprattutto dai tribunali di guerra post secondo conflitto mondiale.

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