Cina-India: svolta lungo il confine nel Ladakh


Cina e India sono giunti a un accordo definitivo per il ritiro delle truppe nel Ladakh, sbloccando gli accordi commerciali

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, è membro del comitato editoriale di eastwest. Si occupa di geopolitica di Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti, rapporti tra Paesi Nato, di organizzazioni internazionali. Già Addetto Stampa al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York.

Cina e India sono giunti a un accordo definitivo per il ritiro delle truppe nel Ladakh, sbloccando gli accordi commerciali

Una vista generale di Leh, nella regione del Ladakh, 17 settembre 2020. REUTERS/Danish Siddiqui

Gli eserciti di Cina e India sono giunti a un accordo definitivo per il ritiro delle rispettive truppe dal Lago Pangong, nell’area del Ladakh. Ad annunciarlo una nota congiunta di Pechino e Nuova Delhi, che chiudono mesi di tensione sfociati in scontri che hanno provocato la morte di militari su entrambi i fronti.

L’ultima fiammata per la regione contesa viene spenta alla fine del decimo round di negoziati: “Le parti — si legge nel comunicato — apprendono positivamente il regolare disimpegno delle truppe in prima linea, un importante passo che crea basi solide per la risoluzioni delle altre questioni lungo la Line of Actual Control”.

Perché è importante la regione lungo la Line of Actual Control

Infatti, sono ben 3488 i chilometri di confine condivisi da Cina e India, ma il tratto chiamato Line of Actual Control non è mai stato definito da un trattato, rimanendo provvisorio fin dal 1962, anno della guerra sino-indiana. La questione è complessa e di carattere geopolitico, essendo quella del Ladakh una regione dalle grandi potenzialità commerciali e strategicamente valida dal punto di vista militare.

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