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Climate change: le diverse policy ambientali


Gambia, Marocco, Barbados da una parte; Brasile, India, Cina dall’altra: i virtuosi e i disonesti. Tutti sono consapevoli, alcuni si impegnano, altri fingono di farlo

Luciana Grosso Luciana Grosso
[MILANO] Giornalista freelance e reporter per Il Foglio, Business Insider, National Geography Traveller, Linkiesta, La Repubblica. Cura una newsletter settimanale sull’Unione europea: La Spada nella Roccia.

Gambia, Marocco, Barbados da una parte; Brasile, India, Cina dall’altra: i virtuosi e i disonesti. Tutti sono consapevoli, alcuni si impegnano, altri fingono di farlo

Il clima, il suo cambiamento, il suo continuo (e, a questo punto, evidente) surriscaldarsi, è faccenda che riguarda tutti, a tutte le latitudini. Ma non tutti i Governi stanno reagendo allo stesso modo. Alcuni hanno preso la faccenda di petto, affrontandola come se fosse qualcosa da cui, con urgenza, dipende la vita delle persone. Altri, invece, continuano a trattare tutta la questione clima e inquinamento come hanno sempre fatto, ossia come un problema lontano, nello spazio e nel tempo. E per questo, danno la precedenza a problemi più immediati e concreti, come l’occupazione, l’inerzia dei modelli industriali o, molto più prosaicamente, il consenso elettorale.

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