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Collettivo satirico indagato per diffamazione per un meme su Narendra Modi

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Il collettivo satirico All India Bakchod (Aib) è indagato dalle autorità di Mumbai a causa di un meme diffuso e subito cancellato sui social network che ritraeva un finto selfie di Modi con l’effetto da cagnolino, che sovrappone orecchie e naso da «puppy» sull’autoscatto. Battuta con vari livelli di interpretazione stigmatizzata da migliaia di netizen indiani e che è valsa al collettivo un’indagine per diffamazione. Ennesima prova di tempi in cui, in India, chi sostiene il potere si prende un po’ troppo sul serio.

Il collettivo satirico di Bombay All India Bakchod (Aib) è finito nuovamente al centro di una polemica circa il decoro e la deferenza che, secondo i fan di Narendra Modi, sarebbe necessario tributare al primo ministro indiano. Tutto è nato con un meme pubblicato sui social network del gruppo nella giornata di venerdì 14 luglio, raffigurante due foto affiancate: la prima, con un sosia di Narendra Modi fermo davanti alla banchina di una stazione dei treni, intento a guardare nel suo smartphone; la seconda, un selfie di Modi con l’effetto puppy, naso e orecchie da cagnolino con l’hashtag #Wanderlust.

La battuta ha vari livelli di interpretazione. Il primo, manifesto, è la presa in giro delle continue missioni di stato fatte da Modi negli ultimi tre anni, criticate dagli oppositori del primo ministro come eccesso di protagonismo e poca cura di cosa succede nel paese. Il secondo, decisamente più velenoso e meno citato sui media indiani, riguarda il velato riferimento ai cagnolini sovrapposto all’immagine di Modi. Il binomio Modi – puppy, in India, riporta alla mente una delle dichiarazioni più controverse rilasciate da NaMo nella sua storia politica: nel 2013, intervistato da Reuters riguardo il massacro di musulmani occorso nel 2002 in Gujarat sotto la sua amministrazione (noto come i Gujarat Riots), spiegando il suo stato d’animo Modi aveva dichiarato:  «Se fossi seduto in auto al posto del passeggero e un cagnolino (reso come «puppy» in inglese, a sua volta traduzione dell’originale in hindi «kutte ka bachcha», figlio di cane) finisse sotto le ruote, non sarebbe forse doloroso? Certo. Che sia chief minister o meno, sono un essere umano, e sarei triste per una cosa del genere capitata ovunque».

Paragonati da Modi a dei cagnolini finiti sotto un’auto, secondo i dati ufficiali nei pogrom condotti da squadre di ultrahindu in connivenza con la polizia del Gujarat contro la comunità musulmana, in pochi giorni di caos morirono trucidati più di 2000 persone, di cui almeno 1300 solo tra i musulmani.

La pubblicazione online del meme di Aib ha scatenato una serie di proteste sui social network, con migliaia di commenti contro il collettivo satirico reo di aver preso in giro il primo ministro. In seguito alla segnalazione dell’ipotesi di reato alle autorità di Mumbai, la polizia ha aperto le indagini per diffamazione e oscenità, punibile fino a una multa da 500mila rupie e tre anni di carcere.

Secondo Hindustan Times, il caso non andrà molto lontano: per procedere all’arresto e all’istruzione di un processo è necessaria una denuncia da parte della parte lesa (Modi) o di un famigliare stretto, cosa al momento non ancora avvenuta (e probabilmente mai avverrà). Nel frattempo però, la reazione di migliaia di sostenitori del primo ministro di fronte a una banale battuta satirica in fondo nemmeno troppo cattiva ha riportato a galla la mancanza di autoironia nel discorso politico indiano, evidenziando un clima inquisitorio che si sta abbattendo sulla satira nazionale. Alcuni politici indiani – non del partito di maggioranza – in solidarietà col collettivo Aib hanno pubblicato dei selfie col medesimo effetto puppy, facendoci su una risata.

Già che parliamo di satira in India, prima che sia troppo tardi e lo levino da Facebook, segnaliamo la pagina Humans of Hindutva, dove un anonimo amministratore da mesi sta tenendo in piedi un esperimento satirico sull’India contemporanea tra i più esilaranti e caustici in circolazione.

@majunteo

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