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Combatto per la mia famiglia e per l’umanità. L’ultima lettera di Kader Ortakaya


Solo poche settimane prima di essere abbattuta dall’esercito turco in prossimità di Kobanê, Kader Ortakaya, 28 anni, studentessa dell’Università di Marmara e attivista del Partito dell’Iniziativa per la Libertà sociale (Töpg), aveva scritto una lettera in cui spiegava ai genitori il perché del suo impegno per difendere la città di Kobanê. Ecco il testo integrale della lettera.

Solo poche settimane prima di essere abbattuta dall’esercito turco in prossimità di Kobanê, Kader Ortakaya, 28 anni, studentessa dell’Università di Marmara e attivista del Partito dell’Iniziativa per la Libertà sociale (Töpg), aveva scritto una lettera in cui spiegava ai genitori il perché del suo impegno per difendere la città di Kobanê. Ecco il testo integrale della lettera.

 

«Cara famiglia,

sono a Kobanê. Questa guerra non è solamente la guerre del popolo di Kobanê ma un guerra che concerne tutti.

Ho deciso di combattere per la mia amata famiglia e per l’umanità. Se non capiamo oggi che questa guerra è anche la nostra, allora, domani, saremo soli quando le bombe colpiranno anche le nostre case.

Vincere questa guerra significa una vittoria dei poveri e degli sfruttati. Credo di poter essere più utile combattendo per questa guerra che diventando un’impiegata d’ufficio.

Forse ce l’avrete con me per avervi reso tristi ma presto o tardi capirete che ho ragione.

Mi auguro che tutti i popoli vivano liberi ed uguali. Non auguro a nessuno d’essere sfruttato durante tutta la propria vita soltanto per ricevere un tozzo di pane o per assicurarsi un tetto. Affinché questi auspici diventino realtà occorre battersi, occorre lottare.

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