spot_img

L’Europa federale


Si conclude la Conferenza sul futuro dell’Europa, che ha coinvolto per un anno i cittadini dell’Unione, in un esercizio di democrazia partecipativa: sta ora alle istituzioni europee saper dare seguito alle chiare indicazioni emerse

Gabriele Rosana Gabriele Rosana
[BRUXELLES] Giornalista, è capo della redazione Affarinternazionali.it, la rivista dello IAI. Collabora con D e Dlui di La Repubblica, Linkiesta, Il Messaggero e Aspenia.

Si conclude la Conferenza sul futuro dell’Europa, che ha coinvolto per un anno i cittadini dell’Unione, in un esercizio di democrazia partecipativa: sta ora alle istituzioni europee saper dare seguito alle chiare indicazioni emerse

En Marche. Proprio come il principale ideologo della Conferenza stessa, l’appena riconfermato Presidente francese Emmanuel Macron. Il futuro dell’Europa riparte da Strasburgo, dove il 9 maggio − a un anno esatto dal suo lancio − si è conclusa la Conferenza sul Futuro dell’Europa (CoFoE), l’esercizio partecipativo dal basso che negli ultimi 12 mesi ha riunito digitalmente e fisicamente i cittadini europei attorno a un inedito canale di democrazia deliberativa. La Conferenza arriva al termine di un itinerario accidentato e non lineare, e le speranze sono tutte rivolte alle modalità che saranno scelte dalle istituzioni di Bruxelles e dai governi degli Stati membri per darvi seguito. Torna così in scena il più classico dei tabù da infrangere: la riforma dei Trattati per dare all’Unione gli strumenti per fronteggiare le crisi globali che, dopo essersi inabissata per oltre un decennio, adesso trova nuova linfa, complice un sostegno esplicito da parte della Germania.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img

La Nato guarda a est ma abbandona il Mediterraneo

Prove di disgelo tra Corea del Sud e Giappone

I media e la loro influenza sulla nostra percezione del mondo