EN

eastwest challenge banner leaderboard

Conte a Berlino: collaborare senza senza se e senza ma

Indietro

Il 17 marzo Conte sarà a Berlino dalla Merkel: molti i temi da discutere, dal nuovo patto sull’immigrazione e sull’asilo all’emergenza coronavirus, inclusi i bollini “virus-free”sul Made in Italy

Un cameriere si trova accanto a tavoli vuoti fuori da un ristorante in Piazza San Marco

Un cameriere si trova accanto a tavoli vuoti fuori da un ristorante in Piazza San Marco, che di solito è pieno di turisti, il giorno dopo che il Governo italiano ha adottato un decreto con nuove misure di emergenza per contenere il coronavirus, Venezia, 5 marzo 2020. REUTERS/Manuel Silvestri

Sarà una colazione di lavoro con menù abbastanza indigesto quella che si preannuncia il 17 marzo a Berlino tra il premier italiano Giuseppe Conte e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Si tratta di preparare al meglio i temi che saranno poi discussi al Consiglio europeo del 26 e 27 marzo a Bruxelles, a cominciare da un accordo sul nuovo bilancio Ue che sia in linea con le ambizioni della nuova legislatura europea (le posizioni di Roma e Berlino non sono affatto coincidenti), il nuovo patto per immigrazione e asilo alla luce dell’emergenza al confine greco-turco e gli sviluppi della crisi libica dopo la conferenza di Berlino e le dimissioni dell’inviato Onu Ghassam Salamè.

Ma il tema che terrà molto probabilmente banco rispetto a tutti gli altri sarà l’emergenza Covid-19 soprattutto dopo che è stata diffusa la notizia che sarebbe stato un uomo di 33 anni, tedesco, il primo europeo ad aver contratto l’infezione del nuovo coronavirus e ad averla trasmessa nel continente e quindi anche in Italia. Il dato, riportato in una lettera di medici tedeschi pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha ricevuto una conferma dallo studio pubblicato sul sito open source Nextstrain guidato da Trevor Bedford, professore associato al Department of Genome Sciences e al Department of Epidemiology all’Università di Washington, negli Stati Uniti. Il cittadino tedesco, il 20 e il 21 gennaio aveva partecipato a un meeting in cui era presente una collega di Shanghai, che è rimasta in Germania dal 19 al 22 gennaio senza accusare alcun disturbo. La donna ha però cominciato a stare male durante il volo di ritorno in Cina, dove è stata trovata positiva al virus 2019-nCov il 26 gennaio. Il 27 ha informato i partner tedeschi della propria positività e in Germania sono iniziati i test sui colleghi che l’avevano incontrata, fra cui l’uomo di 33 anni, che è stato trovato positivo al virus sebbene ormai asintomatico. Il 28 gennaio sono stati trovati positivi altri tre impiegati della stessa compagnia, che avevano avuto contatti con l’uomo quando era asintomatico.

Conte e la Merkel confronteranno le evidenze delle rispettive autorità sanitarie in uno spirito di massima collaborazione. Non è escluso che il Presidente del Consiglio italiano possa sollecitare alla Cancelliera un intervento delle autorità tedesche per scoraggiare importatori e distributori tedeschi, come il colosso Rewe, a richiedere bollini “virus free” per prodotti in arrivo dall’Italia come sta avvenendo anche in altri Paesi (Romania, Francia, Tagiskistan, Iraq e Sudafrica). Alcuni giorni fa il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e quello delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, avevano sollecitato alla commissaria Ue alla Salute e alla segreteria Oms di Ginevra una presa di posizione specifica sul bollino anti-coronavirus. Dichiarazioni ancora non arrivate. Pochi giorni fa, anzi, l’Oms aveva diffuso una nota in cui non escludeva che il contagio in Europa potesse essere originato proprio dall’Italia. Nota che aveva giustificato la piantina trasmessa dall’americana Cnn, che mostrava il nostro Paese come fonte del contagio fuori dalla Cina, smentita solo dopo una vibrante protesta formale da parte dell’ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite a Ginevra Gian Lorenzo Cornado.

Di Maio, all’ultimo Consiglio informale dei Ministri degli Esteri Ue di Zagabria, ha stigmatizzato ogni iniziativa discriminatoria contro il nostro Paese. “Ho chiarito ai Paesi europei” – ha spiegato il capo della Farnesina – “che non possiamo tollerare nessuna discriminazione ai danni dell’Italia e degli italiani. È inaccettabile, ad esempio, che alcuni Stati richiedano il bollino “virus free” sui prodotti del Made in Italy o che ci siano navi da crociera che vengono bloccate, semplicemente perché ci sono italiani a bordo. In queste ore sono al telefono con i Ministri degli Esteri dei Paesi in cui stanno avvenendo questo genere di episodi o se ne ha sentore.” Al Consiglio degli Affari Esteri a Zagabria, ha reso noto Di Maio “l’ho detto chiaramente: dimostriamo con i fatti che apparteniamo a un’Unione europea solidale e forte. È doveroso collaborare e non discriminare. Ai miei colleghi europei ho ribadito che tutta la nostra esperienza sul coronavirus, l’esperienza e le informazioni del nostro personale sanitario e dei nostri amministratori locali è a disposizione di tutti i Paesi del mondo, in particolare dei partner europei”.

@pelosigerardo

Su questo argomento, leggi anche

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA