EN

eastwest challenge banner leaderboard

Il Giappone si prepara alla guerra fredda

Indietro

Un secondo missile nordcoreano ha attraversato lo spazio aereo giapponese. La tensione nel paese è sempre più alta e il governo ha aggiornato i propri piani di protezione civile per fronteggiare un possibile attacco.

La mattina del 15 settembre scorso il porto di Toyokoro, cittadina sulla costa orientale dello Hokkaido, Nord del Giappone, era deserto. Solo una fila di pescherecci attraccati al molo galleggiava sul moto ondoso che entra nella piccola rada, il cielo coperto da pesanti nuvole grigie.

Erano passate poche ore da quando le sirene antiaeree avevano risuonato avvertendo gli abitanti della zona — una delle meno densamente popolate del paese, con i suoi 6 abitanti per chilometro quadrato.

Già da qualche tempo, il governo della cittadina — poco più di 3mila anime —  aveva pubblicato sulla propria homepage poche e brevi linee guida in caso di caduta di un razzo. «Il tempo di impatto di un missile dopo il suo lancio è brevissimo», si legge (in giapponese). «Se siete fuori casa rifugiatevi all’interno di un edificio sicuro o sotto terra. Se non siete nei pressi di un edificio, cercate riparo restando a terra e coprendo la testa. Se siete in casa, state lontani dalle finestre o andate in una stanza senza finestre».

Una «Seconda Guerra Fredda»

Da quel giorno — data del secondo lancio in neanche due settimane di un missile nordcoreano a medio-lungo raggio che ha sorvolato lo spazio aereo giapponese — i notiziari della tv pubblica giapponese, la Nhk, restituiscono l’immagine di un paese confuso, a tratti incredulo di fronte a quella che il governo descrive come una minaccia seria alla sicurezza nazionale, e comprensibilmente spaventato. Il clima, per molti aspetti, è da «Seconda Guerra Fredda».

Poco conta che i razzi siano caduti a migliaia di chilometri dalla costa. Il pensiero che una sola scheggia di un razzo esploso in aria possa ricadere sul territorio nazionale, danneggiando proprietà o, nel peggiore dei casi, facendo vittime, è ormai diffuso, quotidiano.

«Il servizio della metropolitana potrà subire ritardi su tutte le linee a causa del lancio di un missile dalla Corea del Nord», recitava un cartello nella stazione di Sapporo, la capitale dell’isola di Hokkaido e quinta città più grande del Giappone. «Scusandoci per il disagio, speriamo nella vostra comprensione e collaborazione». «Ho paura», spiegava una signora, con in mano la pagina straordinaria del mattina dello Yomiuri Shimbun che annunciava il lancio, all’intervistatore di un network locale. «Ci cadrà in testa (un missile)», dichiarava un altro con una punta di ironia.

Prepararsi al peggio

Ad aprile di quest’anno il governo giapponese ha aggiornato i propri piani di protezione civile in risposta a un possibile attacco missilistico proveniente dalla vicina Corea del Nord. Le nuove misure si vanno ad aggiungere alle ormai consuete attività di preparazione a disastri naturali, attacchi terroristici con agenti chimici. L’allerta per un possibile attacco nordcoreano è alta soprattutto in quelle zone del Giappone che ospitano basi militari americane, come le prefetture di Okinawa, Kanagawa, Nagasaki e Tokyo.

Così, allo scopo di fornire informazioni su lanci missilistici in tempo reale alla popolazione, Tokyo ha attivato un sistema d’informazione d’emergenza, il J-Alert. Il meccanismo è simile a quello di avviso di terremoti o tsunami di grande entità predisposto dall’Agenzia meteorologica (in giapponese): dall’unità di crisi dell’ufficio del primo ministro viene diffuso via satellite un messaggio di allarme a stazioni radio, tv, amministrazioni locali e singoli cittadini via email o Sms.

Intanto si moltiplicano le esercitazioni nelle scuole e nelle residenze per anziani, sotto la direzione di funzionari delle amministrazioni locali incaricati di sensibilizzare la popolazione e identificare percorsi e centri di evacuazione. L’allerta non riguarda infatti soltanto la popolazione civile. Sono migliaia i funzionari locali costretti in questi giorni agli straordinari. «Mi chiedo fino a quando durerà quest’emergenza», ha spiegato un dipendente del governo regionale dello Hokkaido al Nikkei Shimbun. 

@Ondariva

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA