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LA NOTIZIA DEL GIORNO

La Corea al voto, prove di normalità 

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È il primo voto dopo il Covid-19, riferimento per tutti per il ritorno alla normalità

Corea del Sud: le elezioni legislative. Le persone indossano mascherine mentre sono in fila per esprimere il proprio voto in un seggio elettorale a Seul, Corea del Sud, 15 aprile 2020. REUTERS/Kim Hong-Ji

Le persone indossano mascherine mentre sono in fila per esprimere il proprio voto in un seggio elettorale a Seul, Corea del Sud, 15 aprile 2020. REUTERS/Kim Hong-Ji

Le elezioni legislative in Corea del Sud, il primo appuntamento elettorale su scala nazionale dalla diffusione del Covid-19, si sono concluse con un risultato netto: fiducia al Partito Democratico del Presidente Moon Jae-in, che ha conquistato 180 dei 300 seggi parlamentari. Per Moon Jae-in, in carica dal maggio 2017, sono state le prime elezioni dalla data del suo insediamento (il mandato dura cinque anni), una sorta di referendum sul suo operato. Nel 2016, il Partito Democratico aveva ottenuto un solo seggio in più dei conservatori (123 a 122); dall’entrata in vigore della Costituzione democratica nel 1987, non c’era mai stata una vittoria così netta. Un vero trionfo, soprattutto a Seul, dove i Democratici hanno vinto in 38 distretti su 49.

Il desiderio di partecipazione ha inoltre prevalso sulla paura del contagio: l’affluenza è stata del 66.2%, la più alta da quasi 20 anni per le elezioni parlamentari. Il tutto si è svolto adottando le misure necessarie per non mettere a rischio la salute dei cittadini: tutti i votanti si sono recati ai seggi muniti di mascherine e guanti. I pazienti ricoverati negli ospedali hanno votato per posta, quelli in quarantena in orari separati, a tutti è stata misurata la temperatura (consentendo ai votanti con la febbre di votare lo stesso e in maniera sicura). Ancora una volta, la Corea del Sud si è quindi dimostrata capace di rispondere alla pandemia in maniera adeguata ed è chiaro che Moon Jae-in è stato premiato proprio per questo: circa 10mila contagi in tutto il Paese e solo 229 decessi. La strategia coreana è stata quella di puntare su un numero elevato di test per individuare i positivi al virus, riuscendo così a isolare i contagiati senza imporre ai suoi cittadini severe misure restrittive e di chiusura generalizzate.

Nonostante la crescita economica deludente e lo stallo del dialogo con Pyongyang, la sicurezza sanitaria e il riconoscimento internazionale al modello di contenimento coreano sono stati decisivi per la vittoria.

In Italia stiamo attraversando una fase delicatissima, cruciale per il futuro prossimo della nostra comunità. Si succedono riservate riunioni di tecnici e di apparati governativi, per individuare la soluzione equilibrata che tenga insieme tutela del salute e ripartenza. Forse, potremmo ispirarci anche a esempi virtuosi come questo coreano?

@GiuScognamiglio

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