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Coronavirus, Conte a Trump: servono misure eccezionali

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Forte dell’esperienza italiana, Conte sta raccogliendo consensi tra i leader europei e, al G7 telefonico con Trump, spiegherà che bisogna mettere in campo strumenti economici eccezionali mai usati finora

Il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte parla durante una conferenza stampa sul coronavirus, a Roma, Italia, 11 marzo 2020. REUTERS/Remo Casilli

La norma di linguaggio è chiara. Giuseppe Conte la utilizzerà al G7 telefonico con il Presidente americano Donald Trump lunedì prossimo mentre nelle stesse ore all’Ecofin e all’Eurogruppo il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri la utilizzerà con i ministri finanziari europei. Il problema – è il pensiero di Conte – non è chiedere o ottenere quote più o meno grandi di flessibilità o sospendere il Patto di stabilità. Per il Governo italiano, ridurre l’attuale emergenza a un simile negoziato con Bruxelles vorrebbe dire conoscere in anticipo quanto sarà estesa e quanto durerà la pandemia da Covid-19.

Ma, forte dell’esperienza italiana, Giuseppe Conte sta raccogliendo nuovi consensi tra gli altri leader europei su due punti chiave: il primo è che si concordi sul fatto che la pandemia va considerata una sfida che riguarda tutti i Paesi; il secondo è mettere in campo a livello europeo e mondiale strumenti economici eccezionali mai varati finora per affrontare una crisi i cui effetti non sono ancora prevedibili.

Se sul fronte europeo Conte comincia ad avere interlocutori disponibili ad ascoltarlo a cominciare dalla Cancelliera Angela Merkel, diverso si presenta il confronto in ambito G7. La riunione telefonica dei capi di Stato e di Governo dei sette Paesi più industrializzati, sotto presidenza americana, sarà infatti il primo banco di prova per mettere a punto una comune linea d’azione tra membri del G7 europei (oltre a Italia, Germania, Francia e Regno Unito) e Stati Uniti, Canada e Giappone.

Soprattutto gli Stati Uniti hanno preso coscienza solo ora, con un certo ritardo, della gravità della situazione. Trump sta correndo ai ripari anche se deve fare i conti con tutti i limiti di un sistema sanitario come quello americano quasi interamente privato e che non prevede sistemi di diagnostica e prevenzione, diffusi invece in Europa e soprattutto in Italia. Una linea d’azione che dovrà anche valutare gli effetti economici della pandemia, quelli che si sono manifestati finora sui mercati azionari e quelli temuti nel prossimo futuro.

Conte spiegherà agli altri leader che, sulla base dell’esperienza italiana, occorre usare misure eccezionali che superino gli schemi del passato sia a livello europeo che globale per far fronte a un’emergenza che riguarda tutti.  Ma è bene non illudersi. Non sarà affatto facile per Conte far passare questa linea. Anche a Bruxelles le attuali rassicurazioni spostano solo in avanti nel tempo eventuali procedure per deficit eccessivo ma non cancellano affatto il peso del debito che inevitabilmente crescerà anche oltre il 140% per l’insieme delle misure che verranno decise.

In altre parole la spada di Damocle della procedura resta sempre in agguato. A meno che tutti gli Stati membri Ue all’Ecofin e al Consiglio europeo decidano di utilizzare questa emergenza per riscrivere insieme le regole della disciplina fiscale europea. Ma forse è una speranza eccessiva.

@pelosigerardo

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