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Coronavirus, Europa: fase 2 per tutti

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Coronavirus: l’Europa riparte con la fase 2. Dalla Germania senza birrerie all’Austria che riapre le scuole

Coronavirus in Europa: la fase 2

Le persone applaudono sul ponte di Westminster a sostegno del NHS a Londra, Gran Bretagna, 30 aprile 2020. REUTERS/Henry Nicholls

Non poteva essere altrimenti. La Fase 2 in Europa sta procedendo in ordine sparso.  Un esito abbastanza scontato – visto che le curve epidemiologiche, i malati e le vittime sono diversi a seconda degli Stati membri – ma in fondo emblematico, perché certamente si poteva fare di più sul piano della sicurezza, per esempio nel fissare misure standard per il distanziamento, norme comuni di igiene etc.

Ma non c’è nulla di tutto questo, purtroppo, ognuno per sé e Dio per tutti e a noi non resta che guardare dalla finestra cosa fanno gli altri Paesi. Dalla Spagna alla Svizzera, passando per la Grecia fino ai Paesi scandinavi, tutti stanno allentando i rispettivi lockdown. Questo vale anche per l’Europa dell’est, dalla Serbia alla Grecia, meno colpita dal contagio, ma altrettanto attenta. Ovunque l’avvio della Fase 2 è accompagnato dal mantenimento di regole di igiene e distanziamento sociale, spesso (ma non sempre) con l’obbligo di mascherine. Senza dimenticare i test e le app per cercare di scoprire e arrestare nei tempi più rapidi possibili eventuali nuovi focolai.

In Spagna, il Paese dell’Unione tra i più colpiti dall’emergenza coronavirus (243.000 casi e 25.000 morti), è stato il primo a violare l’uscio. Ai bambini è permesso di uscire da casa per giocare e passeggiare per un’ora, i parrucchieri potranno ricevere i clienti ma uno per volta e su appuntamento, mentre bar e ristoranti possono vendere cibo da asporto non solo con consegne a domicilio. Per cinema e musei si dovrà attendere altre due settimane. Le scuole saranno chiuse fino a settembre. La mascherina sarà obbligatoria, ma solo sui mezzi pubblici.

Nel Regno Unito domina il solito caos (non c’è mai stato l’obbligo di restare a casa, e si sono visti i risultati – vicenda Boris Johnson a parte che già la dice lunga – il Regno Unito è il primo Paese in Europa per numero di vittime). L’Austria è stato il primo Paese a ripartire: librerie, negozi di abbigliamento, fiorai e ferramenta sono già in attività da metà aprile, ovviamente seguendo le norme di distanziamento sociale. Nel weekend è toccato a supermercati alimentari, i parrucchieri e gli impianti sportivi all’aperto. Con la scuola Vienna ha adottato regole tutte sue: gli studenti dell’ultimo anno di scuola secondaria torneranno a scuola in un ambiente appositamente progettato, prima dell’inizio graduale del nuovo anno scolastico per gli altri. Ristoranti e caffè – i mitici caffè dove si legge il giornale e si gusta la Sacher torte annaffiata con panna montata – riapriranno il 15 maggio, data in cui riprenderanno le Messe. Anche in Austria sui mezzi pubblici e nei negozi è obbligatorio indossare la mascherina.

E i tedeschi? In realtà in Germania le fabbriche non hanno mai chiuso. A metà mese dovrebbe ripartire addirittura anche la Bundes Liga, il campionato di calcio teutonico. Inoltre i divieti erano molto “soft”, era persino permesso il jogging. Ma non è possibile paragonare la situazione italiana con quella tedesca, che ha avuto molti meno morti. La Fase 2 in Germania è iniziata il 20 aprile con la riapertura di negozi che dispongono di una superficie inferiore agli 800 metri quadri e sono tornati sui banchi gli studenti dell’ultimo anno in Sassonia, a Berlino e nel Brandeburgo. Le scuole riapriranno gradualmente anche in Saarland, Sassonia-Anhalt, Brema. Anche i luoghi di culto, i musei, i monumenti commemorativi, gli zoo, i parchi giochi, i parrucchieri riaprono alla grande. L’unica eccezione restano le birrerie, che in Germania non è cosa da poco. Luoghi culturali, bar, ristoranti infatti dovranno attendere. Naturalmente fino al 31 agosto saranno vietati eventi fra mille e 5mila partecipanti, mentre il divieto sopra i 5mila partecipanti rimarrà in vigore fino al 24 ottobre (niente Oktoberfest quest’anno).

Ma c’è qualcuno prudente come noi italiani? Sì, la Francia. Al pari dell’Italia, La Francia sembra il Paese più cauto in questa Fase 2. Il premier francese Edouard Philippe ha dichiarato: “Se gli indicatori non saranno rispettati, non faremo nessuna riapertura l’11 maggio. È alla fine di maggio che decideremo in particolare sulla riapertura di bar e ristoranti”. Macron si limita a invitare alla cautela. Le condizioni che ha posto riguardano, fra l’altro, il numero dei nuovi contagi al giorno, che “deve mantenersi fra i 1000 e i 3000”. La Fase 2 durerà dall’11 maggio al 2 giugno, quando si entrerà in una Fase 3.  La Francia non ha fretta. On va doucement.

@f_anfossi

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