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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Coronavirus: il caso svedese 

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I vichinghi svedesi resistono a una quarantena totale. Facciamo il tifo per loro. Soprattutto perché sarebbero una speranza di poter rischiare una riapertura graduale, fra non troppo

Coronavirus: la Svezia resiste alla quarantena

La gente si riunisce per un drink in un pub, poiché bar e ristoranti sono ancora aperti nonostante l’epidemia di coronavirus a Stoccolma, Svezia, 23 marzo 2020. Agenzia di stampa TT/Ali Lorestani via REUTERS

La Svezia in Europa rappresenta un caso unico: oltre 3.600 cittadini positivi al Covid-19 e il Paese è ancora aperto. Mentre Danimarca e Norvegia hanno chiuso i confini, i bar e le scuole di ogni ordine e grado, la Svezia ha lasciato aperti pub e ristoranti, ha chiuso solo le sue scuole superiori e le università (mantenendo aperte quelle materne ed elementari) e continua a non chiudere le sue frontiere.

Il Governo invita – dove possibile – a preferire il lavoro da casa a quello in sede, ma comunque centri commerciali, palestre e piste da sci, pur meno frequentati, sono ancora funzionanti. Nonostante anche la giovane attivista Greta Thunberg sia rimasta contagiata dal virus, secondo il sondaggio condotto dal quotidiano Svenska Dagbladet, la maggioranza del Paese (circa il 52%) approva le misure del Governo.

L’approccio della Svezia fa appello all’autocontrollo e al senso di responsabilità dei cittadini, ha affermato l’epidemiologo di Stato, Anders Tegnell: “Stiamo cercando di rallentare la diffusione, abbastanza da poter gestire i pazienti che arriveranno”.

Mentre il dibattito infuria nel Paese (con una parte degli scienziati contraria alle misure del Governo), il Financial Times riporta le parole di uno dei suoi più importanti industriali, Jacob Wallenberg, che afferma che se la crisi si protrarrà a lungo, la disoccupazione potrebbe colpire il 20-30% della popolazione. “Ci saranno disordini sociali. Ci sarà violenza. Ci saranno conseguenze socio-economiche, disoccupazione. I cittadini soffriranno drammaticamente”. Wallenberg ha dichiarato di voler avviare un dibattito sulle conseguenze a lungo termine della crisi.

Nel frattempo, però, la curva di infezione da Covid-19 in Svezia ha iniziato a salire rapidamente e venerdì il Governo ha stretto il limite di assembramento a 50 persone (prima era 500) dopo che un 30enne (con altre patologie pregresse) è morto nella regione di Jönköping e il numero di morti totali è salito a 110 persone.

Difficile orientarsi tra soluzioni diverse per fronteggiare il virus. Sembra inevitabile il lockdown totale nella fase acuta. Dovremo invece forse trovare il coraggio di riaprire con gradualità, non appena i numeri sulla diffusione del contagio ci conforteranno. Incrociamo le dita!

@GiuScognamiglio

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