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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Coronavirus, dove erano finite le Nazioni Unite?

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Sul coronavirus il Segretario generale António Guterres presenta il report nel quale sono enunciate le misure proposte dall’Onu: un piano per il presente e il futuro della governance globale.

Coronavirus, Nazioni Unite: dove erano finite?

Un medico indossa una maschera protettiva mentre cammina fuori dal Mount Sinai Hospital di Manhattan durante lo scoppio dell’epidemia di coronavirus a New York City, New York, Stati Uniti, 1 aprile 2020. REUTERS/Brendan Mcdermid

Supporto al contrasto dell’emergenza sanitaria, gestione dell’impatto economico e sociale con azioni mirate per uscire dalla crisi, creazione di terreno fertile per la ripresa: sono i tre pilastri su cui poggia il piano delle Nazioni Unite presentato dal Segretario Generale António Guterres. “Shared responsibility, global solidarity: Responding to the socio-economic impacts of Covid-19”, nome del report nel quale sono concretamente enunciate le misure proposte dall’Onu, punta alla condivisione tra gli Stati e perora la causa del multilateralismo.

“La solidarietà globale non è solo un imperativo morale, è nell’interesse di tutti i singoli Paesi”, ha affermato il Segretario Generale. “È necessario che i Governi sostengano in tutti i modi gli sforzi multilaterali per combattere il virus, guidati dall’Organizzazione mondiale della sanità e rispettandone le indicazioni”. Secondo Guterres, la spesa sanitaria deve essere commisurata al contrasto della pandemia e, al contempo, devono essere rispettati pienamente i diritti umani senza eccezioni.

Nel suo intervento, il responsabile del Palazzo di Vetro ha messo in risalto la sofferenza di donne e bambini, le categorie più vulnerabili nelle crisi. Le donne pagano in “maniera sproporzionata” le conseguenze dell’emergenza, sia nelle proprie case che sul piano economico; per quanto riguarda i bambini, “in questo momento, più di 800 milioni — ha ricordato Guterres — non possono andare a scuola e molti di questi sono senza i pasti” generalmente garantiti dagli istituti.

Il Segretario Generale ha parlato delle difficoltà avute persino dai Paesi più avanzati nell’affrontare il Covid-19. Per questo motivo, risulta urgente “spostarsi da una strategia messa in atto da ciascuna realtà verso una che garantisca trasparenza, una risposta globale coordinata, per aiutare le nazioni” non ancora preparate al contrasto della crisi. “Questa catastrofe sanitaria” — ha sottolineato l’ex Primo Ministro del Portogallo — “evidenzia che siamo forti solo quanto il sistema sanitario più debole.”

Sul fronte economico, Guterres ha notato che la crisi causata dal coronavirus non può essere gestita e risolta iniettando capitali nel sistema così come per quella finanziaria del 2008: “Non è una crisi delle banche, ma le banche devono essere parte della soluzione”. Per il più importante funzionario Onu, “non essendo una crisi ordinaria tra domanda e offerta” ma “uno shock per la società nella sua interezza”, è fondamentale “aiutare i più vulnerabili, i lavoratori con bassi stipendi, piccole e medie imprese” attraverso la garanzia di liquidità del sistema finanziario, con le banche che “devono essere resilienti per supportare i loro correntisti”.

Sulla gestione del prossimo futuro, il Segretario Generale ha ricordato l’importanza degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, quell’Agenda 2030 che racchiude tutte le risposte ai singoli problemi che affliggono il pianeta, così come gli accordi di Parigi, decisivi per il contrasto al cambiamento climatico. “La crisi finanziaria del 2008 ha dimostrato in maniera palese come le nazioni con un forte sistema di protezione sociale abbiano sofferto meno, recuperando più in fretta” dall’impatto negativo subito.

@melonimatteo

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