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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Coronavirus: Trump contro l’Oms

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Coronavirus: The Donald minaccia lo stop ai fondi per l’agenzia Onu. Un altro sgambetto al multilateralismo

Coronavirus: Trump si scaglia contro l’Oms. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un briefing quotidiano della task force sul coronavirus alla Casa Bianca a Washington, Stati Uniti, 5 aprile 2020. REUTERS/Joshua Roberts

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un briefing quotidiano della task force sul coronavirus alla Casa Bianca a Washington, Stati Uniti, 5 aprile 2020. REUTERS/Joshua Roberts

Prima gli attacchi alla Cina — colpevole, secondo lui, della diffusione del virus —, ora all’Organizzazione mondiale della sanità per “raccomandazioni sbagliate” sulla gestione della pandemia: il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump arriva ad affermare di voler sospendere i pagamenti all’agenzia Onu con sede a Ginevra che, dal canto suo, risponde alle accuse dell’inquilino della Casa Bianca.

Secondo Trump, le indicazioni dell’Oms sul mantenere aperte le connessioni aeree con la Cina erano sbagliate: “Fortunatamente” — ha scritto su Twitter il Presidente — “non ho seguito il loro consiglio”. Ma Bruce Aylward, Senior Advisor del Direttore Generale Tedros Adhanonm, ha spiegato che la misura non era necessaria proprio per l’ottimo lavoro dei cinesi sull’identificazione dei soggetti affetti da Covid-19, consiglio dunque dettato su basi scientifiche.

Sulla vicinanza dell’organizzazione col Governo di Pechino, Aylward ha sottolineato che “era fondamentale all’inizio della pandemia poter avere accesso a tutte le informazioni possibili, stare sul campo e lavorare con le autorità per capire”. Il Senior Advisor ha aggiunto che l’Oms ha lavorato strettamente anche con le altre nazioni colpite pesantemente dalla pandemia, come la Spagna: dunque, nessun rapporto speciale con la Cina.

Quello di Trump è l’ennesimo attacco alle organizzazioni internazionali che, d’altro canto, fanno affidamento ai fondi statunitensi vista la regola che impone il pagamento dei contributi all’Onu in base al Pil. La retorica del Presidente sembra già rivolgersi alle elezioni di novembre: schiacciato dagli alti numeri di contagi e morti, insieme alle pesanti critiche sulla gestione della pandemia, il Commander in Chief nomina il Covid-19 formulandolo come “il virus cinese”, in quello che è diventato un rimpallo tra Stati Uniti e Cina.

Eppure l’amministrazione repubblicana in carica era da tempo al corrente della gravità della situazione: già a novembre, membri dell’intelligence avvertirono dei tragici sviluppi — sia sul profilo umano che economico — nella regione di Wuhan. Un report del National Center for Medical Intelligence, struttura dell’esercito, venne inviato alla Casa Bianca, al Pentagono e alla Defence Intelligence Agency: nel documento è ben specificato che sarebbe avvenuto “un cataclisma” se non si fosse contenuto il virus.

@melonimatteo

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