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COSCIENZA EUROPEA – Il modello sociale Ue: equità+efficienza

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Dare priorità agli interessi nazionali può far vincere un’elezione ma, alla lunga, fa perdere i vantaggi che derivano dalla divisione internazionale del lavoro.

 Alla vigilia della riunione informale dei Ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione Europea del settembre 2005, l’economista belga André Sapir avanzava una tesi provocatoria sul modello sociale europeo: i capi di Stato e i governi europei non sono tenuti a scegliere tra equità ed efficienza, o tra welfare state ed economia di mercato; adottando le giuste riforme dei programmi di assistenza sociale e delle istituzioni economiche è possibile ottenere sia equità che efficienza. I britannici, allora di turno alla presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, raccolsero subito la sfida di Sapir. Il binomio equità ed efficienza finì al centro degli sforzi del Consiglio, che puntava a rilanciare la strategia di Lisbona e a dare nuovo slancio al progetto europeo. Sfortunatamente questi sforzi sono stati frustrati dagli eventi.

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