A Cuba finisce l’era Castro


Dopo la morte di Fidel, anche Raul Castro esce di scena. Il nuovo segretario del Partito comunista cubano è Miguel Díaz-Canel, che dovrà definire il futuro dell’isola

Federico Nastasi Federico Nastasi
[SANTIAGO DEL CILE] Economista e consulente della Cepal (Commissione economica per l’America Latina).

Dopo la morte di Fidel, anche Raul Castro esce di scena. Il nuovo segretario del Partito comunista cubano è Miguel Díaz-Canel, che dovrà definire il futuro dell’isola

La Habana, Cuba, 15 marzo 2021. REUTERS/Alexandre Meneghini

Da dieci giorni a Cuba non c’è più nessun esponente della famiglia Castro al potere. Dopo la morte di Fidel (2016), anche Raul, riformatore discreto ma concreto, esce di scena. Il Governo della rivoluzione è in mano a una nuova generazione che deve affrontare sfide interne e definire il rapporto con la nuova amministrazione statunitense. Che ne sarà di Cuba?

L’VIII congresso del Partido Comunista Cubano (PCC) ha eletto segretario generale Miguel Díaz-Canel. Non si tratta di un congresso qualunque: con l’assemblea conclusasi domenica scorsa a La Habana, per la prima volta dal 1959, alla guida dell’isola caraibica non ci sarà nessun esponente della rivoluzione dei barbudos. Díaz-Canel succede a Raul, segretario del partito dal 2011, ma già dal 2006, guidava l’isola come Presidente, con l’uscita di scena del fratello Fidel.

Riforme e sfide

Il nuovo corso cubano dovrà far fronte innanzitutto ai problemi economici endemici nell’isola: la scarsità di beni di prima necessità, l’unificazione monetaria, l’attrazione di investimenti esteri e la diversificazione della produzione per ridurre la dipendenza dalle importazioni. Per ridare ossigeno all’economia dell’isola nel futuro prossimo, si conta sulla diffusione del vaccino anti Covid-19 Soberania 02, l’unico di produzione interamente latino-americana, e la riapertura del settore turistico.

La prima è la convivenza tra Stato e privato nel mercato.  A Cuba vige un’economia pianificata ma stanno aumentando gli spazi di iniziativa privata, con le migliaia di nuovi cuentapropistas: lavoratori autonomi, piccoli proprietari di un affittacamere, un ristorante, un’automobile. Un embrione di economia di mercato nell’economia socialista caraibica. Sono loro la base della “classe media” cubana – concetto da maneggiare con cautela ai tropici, ma che rende l’idea del fenomeno – che prospera grazie al sistema della doppia valuta. Ma l’allargamento degli spazi all’iniziativa privata avverrà col contagocce, poiché “ci sono limiti che non possiamo superare, perché altrimenti distruggeremmo il socialismo”, ha chiarito Raul Castro alla platea congressuale.

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