Anish Kapoor. L’arte contemporanea in mostra alla Reggia di Versailles

L’inaugurazione più attesa dell’anno a Parigi è alle porte, più precisamente ai maestosi cancelli dorati della Reggia di Versailles, gioiello del Re Sole Luigi XIV ed simbolo della fine della monarchia e della rivoluzione francese.

Il 2015 è l’anno dell’indiano Anish Kapoor, ospite d’onore dopo i colleghi Jeff Koons, Xavier Veilhan, Takashi Murakami, Bernar Venet, Joana Vasconvelos, Giuseppe Penone e Lee Ufan. L’ormai quasi decennale esposizione d’arte contemporanea più prestigiosa di Francia regala agli artisti la possibilità di dare vita a progetti site specif studiati in modo tale da dialogare con i giardini della Reggia ed alcuni incredibili spazi interni, quali la celeberrima Galleria degli Specchi e quest’anno, per la prima volta, la Salle du jeu de Paume.

Inevitabili i riflettori, gli ammiratori e le critiche, come sempre cominciate con discutibile anticipo ed incentrate su alcune delle opere in mostra, considerate disdicevoli in quanto provocatoriamente a sfondo sessuale. D’altronde, non è una novità per la Reggia questa anticamera di disapprovazione fatta di petizioni, manifestazioni e giudizi lapidari, comprensibile verso di una medaglia che pone come cornice un luogo con una storia che pretende rispetto. D’altra parte, l’artista invitato a presentare il proprio lavoro in questo contesto è una celebrità che i responsabili della Reggia hanno fortemente voluto anche a fronte di lavori molto amati dal pubblico francese, come nel caso di Leviathan-Monumenta, immensa scultura di 13.500 metri quadri che in occasione di Monumenta 4 occupava interamente il Grand Palais di Parigi, coinvolgendo lo spazio e il pubblico che vi entrava, arrivato alla cifra record di 250.000 visitatori in un mese e mezzo.

Anish Kapoor, nato a Bombay nel 1954, dall’età di vent’anni vive e lavora a Londra, sperimentando con attenzione e dedizione nuove composizioni di forme, materiali, dimensioni e colori, questi ultimi fortemente ispirati alla vivace cromia indiana. Le opere di Kapoor sono da sempre incentrate sull’essere umano in quanto elemento attivo in uno spazio intimo ma anche comune, presente a se stesso in un dialogo costante tra la mente e la fisicità dell’esperienza delle cose che ci circondano. L’efficacia delle sue sculture, cresciute nel tempo in audacia e dimensioni, risiede proprio nella loro volontà e capacità di sollecitare la presa di coscienza del visitatore riguardo la propria presenza dimensionale, creando una nuova consapevolezza rispetto alla valenza di pieni e vuoti, di silenzio e scambio, di riflesso e colore.

Negli spazi del parco di Versailles, disegnati in geometrie perfette da André Le Nôtre, Kapoor ha scelto di potenziare il dialogo con il famoso architetto creando elementi in armonia con lo spazio, ad esempio posizionando specchi che riflettono il cielo e una vasca il cui vortice impedisce di vederne fondo.

L'artista ha specificato che il suo lavoro, come in ogni altra occasione di esposizione, non è stato concepito per essere meramente decorativo, ma per dialogare con la storia della Reggia, una storia fatta di potere e violenza, di vette dorate e di sangue. Per questo motivo vi ha allocato Dirty corner, un imbuto di acciaio rosso sangue al suo interno, con una forma che richiama gli attributi sessuali femminili, e per lo stesso motivo nella sala simbolo della democrazia francese troviamo Shooting into the Corner, un cannone che spara contro un angolo proiettili di cera - ancora rosso sangue -, già proposto in una famosa installazione del 2008.

Una storia antica quanto contemporanea, provocatoria ma allo stesso tempo innegabilmente attuale.

@benedettabodo

Anish Kapoor Versailles

9 giugno – 1 novembre 2015

Reggia di Versailles

http://www.chateauversailles-spectacles

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GUALA
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